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COMMERCIALISTI

Anc: pratiche commerciali scorrette e rischio privacy dietro l’avvio della fattura elettronica

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Mancano 72 giorni all’obbligo diffuso della fattura elettronica e la tensione sale. I timori che emergono e su cui si chiedono garanzie sono in primis legati alla privacy dei dati. Le aziende, infatti, si troveranno a comunicare in modo mai così dettagliato i loro dati commerciali. La paura è che ne venga fatto un uso improprio, che vengano venduti e/o che vengano utilizzati per avviare strategie concorrenziali. Il problema si pone perché molti software per la gestione delle fatture elettroniche sono gestiti da società private che potrebbero anche vendere quasta mole di informazioni. Ma non è tutto, alcune software house stanno “spaventando” i commercialisti-clienti con notizie false e tendenziose.

La lettera al Garante della Privacy

Quello sull’utilizzo improprio delle informazioni fornite alle Entrate è un pericolo reale secondo l’Associazione nazionale dei commercialisti (Anc) guidata da Marco Cuchel che oggi ha scritto al Garante della privacy per chiedere di intervenire in merito. Nella lettera l’Anc scrive: «Vi è il concreto rischio che i dati contenuti nelle fatture, e che riportano informazioni personali e sulle transazioni commerciali, possano essere oggetto di interesse da parte di terzi, motivati a conoscere le scelte degli operatori economici e profilarne le caratteristiche». Poiché si tratta di dati obbligatori l’Anc sottolinea che «non possono in alcun modo essere oggetto di uso commerciale o pratiche professionali improprie». E non basta, scrive ancora l’Anc, negare l’eventuale consenso serve un divieto generalizzato.

La lettere ad Assosoftware

L’Anc segnala, attraverso una lettere indirizzata ad Assosoftware, delle pratiche commerciali scorrette messe in atto in questi mesi da alcune softwarehouse. Nella lettera all’associazione l’Anc scrive: «Alcuni dei Vostri associati, con varie modalità (messaggi di posta elettronica certificata, posta elettronica ordinaria, convegni pubblici, incontri privati) stanno veicolando comunicazioni tendenti a condizionare le scelte dei commercialisti per indurli, in particolare, a non adottare soluzioni indipendenti per la gestione della fatturazione elettronica». Una sorta di strategia del “terrore” dove si profilano scenari pericolosi , dove “fatture elettroniche sbagliate” rischiano di minare l’intero programma, e dove - per scongiurare il rischio - si chiedono importi eccessivi e fuori mercato. L’Anc ricorda nella lettera che «il tracciato XML della fattura elettronica è un tracciato universale... che deve rispondere ad un modello regolato dalla legge italiana». E che l’eventuale fattura errata verrebbe “semplicemente” rifiutata dal Sistema di interscambio senza compromettere il software.

La lettere all’Antitrust

La caccia al cliente sembra non avere proprio regole e l’Anc scrive anche all’Antitrust per segnalare che alcune software house cercano di «dissuadere
i commercialisti dall'avvalersi di piattaforme di fatturazione elettronica diverse da quelle fornite dai gestionali già in uso, paventando eventuali malfunzionamenti che potrebbero ricadere sull'intero sistema di contabilità, per la risoluzione dei quali non si garantirebbe l'assistenza prevista dal contratto». Insomma sembra una lotta senza esclusione di colpi, e secondo l’Anc
questo comportamento “improprio” è funzionale a eliminare altri soggetti dal
mercato e a mantenere un livello di prezzi concordato tra un gruppo di esercenti, escludendo, di fatto, la concorrenza.

Anc ha dato voce a una serie di timori rimasti fino ad oggi sottotraccia, ora non resta che aspettare le eventuali risposte, rassicurazioni o prese di posizione.

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