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Università, caccia agli sconti sui costi di frequenza

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Università, caccia agli sconti sui costi di frequenza

È tempo di iscrizioni all'università. E per molti studenti (e le loro famiglie) c'è la possibilità di non pagare le tasse di frequenza o di pagarle in versione ridotta, entro determinate fasce di reddito. Per chi non rientra nei parametri della no tax area, ma mostra comunque una particolare condizione economica e patrimoniale, oltre al possesso degli adeguati crediti formativi, si apre invece la chance di partecipare ai concorsi per le borse di studio. I requisiti e le modalità di accesso sono illustrati nella Guida rapida dell'Esperto risponde di lunedì 22 ottobre. Con un focus anche su tutte le agevolazioni alternative.

Nello scorso anno accademico – secondo la rilevazione della Crui – sono stati circa 415mila gli studenti che hanno beneficiato delle tasse a zero oppure di qualche sconto (proporzionale ai redditi certificati appunto dall'Iseeu). Più nel dettaglio, nei 53 atenei censiti finora dalla Crui – in tutto sono 61 le università che possono accedere alla no tax area – sono 205mila gli studenti che non hanno pagato nulla (fino a 13mila euro di Isee) e 210mila che hanno invece pagato in modo calmierato (Isee fino a 30mila euro), con l'annotazione che diversi atenei hanno anche alzato le due asticelle. Includendo gli atenei che ancora mancano all'appello, si potrebbe arrivare poco sotto quota 500mila.

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