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Dossier Spese universitarie: assegni concessi sulla base dei requisiti di reddito e…

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    Dossier | N. 1 articoliUniversità: borse di studio e agevolazioni

    Spese universitarie: assegni concessi sulla base dei requisiti di reddito e merito

    La borsa di studio è un contributo in denaro che viene riconosciuto all’universitario sulla base di una serie di caratteristiche: Comune di residenza, condizione economica della famiglia di appartenenza, acquisizione di un certo numero di crediti formativi. In genere, chi ne beneficia ha diritto al rimborso delle tasse di iscrizione dell’ateneo e a fruire gratuitamente del servizio mensa. Può inoltre ottenere un posto letto a tariffa calmierata o azzerata.

    La normativa “quadro”

    Il punto di riferimento è il decreto legislativo 68 del 2012, che – prendendo il posto della legge 390/1991 – ha revisionato la normativa in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti. Alla gestione del sistema integrato di strumenti e servizi partecipano lo Stato, le Regioni e le Province autonome, gli enti locali, le università, le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e altre istituzioni, pubbliche o private, che offrono servizi di diritto allo studio.

    La competenza esclusiva in materia di diritto allo studio spetta alle Regioni, che disciplinano e attivano gli interventi e integrano la gamma di strumenti e servizi, tra i quali rientrano quelli abitativi, di ristorazione, orientamento, tutorato, trasporti, assistenza sanitaria, accesso alla cultura, per la mobilità internazionale, oltre al materiale didattico.

    I requisiti L’erogazione viene garantita agli studenti capaci e meritevoli, in possesso dei “requisiti di eleggibilità”: cioè particolari prerogative economiche e di merito. La borsa – che viene attribuita per concorso – è infatti concessa in relazione al valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) e dell’Indicatore della situazione patrimoniale equivalente (Ispe). Ma ferma restando l’acquisizione di un certo numero di crediti formativi universitari (Cfu) entro una determinata data dell’anno di iscrizione.

    L’importo erogato (distinto secondo la condizione abitativa dello studente) viene determinato in base ai costi di mantenimento agli studi relativi a diverse voci: materiale didattico, trasporto, ristorazione, alloggio, accesso alla cultura, eccetera.

    Gli importi standard

    L’entità dei contributi è stabilita con decreto del ministero dell’Istruzione, che definisce anche i criteri e le modalità di riparto del fondo integrativo statale, nonché i requisiti di eleggibilità. Gli importi minimi delle borse di studio sono stati da ultimo aggiornati con il Dm 335/2017 (per l’anno accademico 2017/2018).

    Per l’anno accademico 2018/2019 – non essendo stati ancora emanati i provvedimenti attuativi degli articoli 7 e 8 del Dlgs 68/2012 (relativi ai livelli essenziali delle prestazioni, Lep) – il Miur ha provveduto ad aggiornare gli importi delle borse secondo la tipologia degli studenti, che risultano così definiti:

    fuori sede: 5.174,66 euro;

    pendolari 2.852,71 euro;

    in sede 1.950,44 euro.

    I concorsi aperti

    Per ottenere la borsa è necessario quindi partecipare a un concorso, il cui bando viene pubblicato dall’Agenzia per il diritto allo studio della Regione in cui ha sede l’università.

    Per avere un colpo d’occhio complessivo sui bandi aperti, vista l’eterogeneità delle Agenzie sul territorio nazionale, è possibile consultare il sito dell’Andisu, l’Associazione nazionale degli organismi per il diritto alla studio universitario (www.andisu.it), che raccoglie tutti gli avvisi a livello nazionale, oppure visitare il sito dell’ateneo o quello della relativa Regione o Provincia autonoma.

    Le regole di accesso

    Per ottenere una borsa di studio è necessario: non essere stato beneficiario di borsa per lo stesso anno di corso per il quale si concorre; non essere incorsi in provvedimenti di espulsione dalle residenze universitarie e/o in provvedimenti di revoca della tessera mensa; non essere già in possesso di un diploma di laurea di pari o superiore livello; non essere beneficiari di borsa di studio per le specializzazioni o i dottorati di ricerca. Occorre poi avere un numero minimo di crediti formativi, che variano in base all’anno di iscrizione (matricole e anni successivi al primo), da conseguire entro le scadenze indicate dal bando. Seguono i requisiti di reddito, correlati all’Isee e all’Ispe, il cui superamento è causa di esclusione.

    Sono in genere previste agevolazioni per gli studenti che non abitino con la propria famiglia di origine, per quelli con disabilità o provenienti da Paesi a basso sviluppo umano e per gli studenti apolidi o rifugiati politici o in condizione di protezione umanitaria.

    Gli altri aiuti

    Oltre alla borsa di studio in quanto tale, gli universitari possono percepire il “contributo di mobilità internazionale”, previsto dall’articolo 10 del Dpcm 9 aprile 2001.

    Si tratta di un’integrazione della borsa per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale: sia promossi dall’Unione europea, sia non comunitari, purché il periodo di studio o tirocinio trascorso all’estero abbia un riconoscimento accademico in termini di crediti formativi nell’ambito del corso di studi frequentato presso l’ateneo.

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