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Dossier Spese universitarie: zero tasse con Isee sotto i 13mila euro

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    Dossier | N. 1 articoliUniversità: borse di studio e agevolazioni

    Spese universitarie: zero tasse con Isee sotto i 13mila euro

    È tempo di iscrizioni all’università. E per molti studenti e le loro famiglie c’è la possibilità di non pagare le tasse universitarie o di pagarle in versione ridotta presentando l’Iseeu (l’Isee universitario).

    Già dall’anno scorso ha infatti debuttato una no tax area a livello nazionale, che scatta con gli Isee sotto i 13mila euro (soglia che diverse università hanno alzato anche fino a 21mila euro); prevedendo comunque tasse calmierate fino ai 30mila euro di Isee. A beneficiarne, secondo la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), nel 2017/2018 sono stati oltre 400mila studenti. E almeno altrettanti potrebbero essere interessati quest’anno. In attesa delle modifiche che la legge di Bilancio dovrebbe introdurre per il 2019/2020.

    La mappa delle agevolazioni

    Nello scorso anno accademico – secondo la rilevazione della Crui – sono stati circa 415mila gli studenti che hanno beneficiato delle tasse a zero oppure di qualche sconto (proporzionale ai redditi certificati appunto dall’Iseeu). Più nel dettaglio, nei 53 atenei censiti finora dalla Crui – in tutto sono 61 le università che possono accedere alla no tax area – sono 205mila gli studenti che non hanno pagato nulla (fino a 13mila euro di Isee) e 210mila che hanno invece pagato in modo calmierato (Isee fino a 30mila euro), con l’annotazione che diversi atenei hanno anche alzato le due asticelle. Includendo gli atenei che ancora mancano all’appello, si potrebbe arrivare poco sotto quota 500mila. Un fenomeno che sembra destinato a ripetersi anche nell’anno accademico che sta per iniziare, considerando la ripresa delle immatricolazioni che si è registrata nel 2017/2018 e che potrebbe proseguire anche quest’anno.

    Come funziona la no tax area

    Le regole prevedono che, se non si presenta l’attestazione Isee, l’università applicherà l’aliquota massima: quindi chi non deve richiedere agevolazioni non è tenuto a presentare nulla. E poi gli sconti o la no tax area possono subire delle modifiche in base alle performance di studio: all’iscrizione al secondo anno gli studenti dovranno aver conseguito, entro il 10 agosto del primo anno, almeno 10 crediti formativi e per gli anni successivi almeno 25 crediti formativi.

    Per gli studenti con Isee inferiore ai 13mila euro che soddisfano solo i requisiti sui crediti formativi (ma sono fuori corso da più di un anno) è previsto invece un contributo di 200 euro. Per chi supera la soglia dei 13mila euro ma è sotto a quella dei 30mila euro e non è fuori corso da più di un anno, oltre a essere in regola con i requisiti sui crediti formativi, il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 7% della quota di Isee eccedente i 13mila euro. Per gli studenti sempre con Isee inferiore ai 30mila euro, che soddisfano il requisito sui crediti formativi ma sono fuori corso da più di un anno, il contributo annuale viene aumentato del 50%, con un valore minimo di 200 euro.


    Le modifiche in arrivo

    Per quest’anno, come detto, le regole non cambiano. Dall’anno prossimo invece la platea interessata potrebbe essere ancora più ampia. In legge di Bilancio è atteso un incremento delle risorse destinate alla no tax area. A tal proposito il ministero dell’Istruzione ha chiesto un’integrazione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) di 50 milioni per il 2019 e di 100 milioni per il 2020. Ma sul punto la partita è appena iniziata.

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