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Detrazione prima del rogito? Solo con preliminare e possesso…

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il quesito del lunedì

Detrazione prima del rogito? Solo con preliminare e possesso «anticipato»

Marka
Marka

Il quesito.Sto acquistando una casa da un’impresa che provvede anche alla ristrutturazione dell’immobile. Il compromesso è stato regolarmente registrato nel 2018. Per poter fruire delle detrazioni fiscali, fa fede la data di rogito della compravendita o basta la data di registrazione del compromesso? Chi sostiene i pagamenti della ristrutturazione è l'impresa, visto che il compromesso parla di vendita di immobile già ristrutturato. Ho già versato al costruttore il 20% dell’importo della compravendita, purtroppo con bonifici ordinari e con assegni. Questo può inficiare le possibili detrazioni?
L.G. - Milano

La risposta. La detrazione del 50% si applica in relazione a fabbricati già posseduti (cioè acquistati) prima dell’inizio dei lavori. È possibile fruire del beneficio solo in presenza di preliminare registrato, con immissione in possesso dell’unità immobiliare.

In particolare, la detrazione è applicabile solo se c’è stata una formale immissione in possesso dell’abitazione prima del rogito; e a condizione che si provveda alla registrazione del contratto preliminare (compromesso) e che, in sede di dichiarazione dei redditi, siano indicati gli estremi di registrazione del medesimo preliminare nello spazio predisposto per gli estremi di registrazione del contratto di locazione o comodato (circolari 57/E e 121/E del 1998).

In tutti gli altri casi, per fruire delle detrazioni, occorre la stipula del rogito prima dell’inizio dei lavori. Quindi, nel caso del lettore, per le sole spese di ristrutturazione – contabilmente separate dall’impresa che effettua l’intervento rispetto al corrispettivo di acquisto – è applicabile la detrazione anche se le fatture sono intestate al costruttore.

In sede di rogito, poi, il costruttore cedente dovrà distinguere tra il prezzo di acquisto (non detraibile) e le spese di ristrutturazione detraibili. I pagamenti delle spese detraibili devono essere eseguiti con bonifico bancario o postale, pena l’inapplicabilità dei benefici.

Pertanto, nel circostanza in esame, gli acconti versati si devono imputare in conto prezzo dell’immobile, mentre le future spese devono essere pagate con il bonifico “parlante” (in sostanza, la parte di acconto deve essere imputata ad acquisto del vecchio).

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 29 ottobre: un numero speciale interamente dedicato alle agevolazioni sulla casa.

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