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Un’associazione invia email promozionali? Non viola la privacy

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il quesito del lunedì

Un’associazione invia email promozionali? Non viola la privacy

Il quesito. Un’associazione sta organizzando un convegno, anche con l'obiettivo di far conoscere le attività associative e cercare di raccogliere nuovi associati (persone fisiche). Al fine di dare ampio risalto all'evento, è lecito inviare email anche a estranei, professionisti compresi, che non conoscono l'associazione (a recapiti forniti da associati o reperiti in rete)? Come è possibile coinvolgere tali potenziali associati senza violare la normativa sulla privacy?
S.C.- Vicenza

La risposta. La libertà di associazione è un diritto fondamentale riconosciuto e tutelato sia dalla Costituzione, sia da diverse Carte dei diritti sovranazionali. Tale libertà non può non comprendere anche quella di far conoscere l’esistenza del sodalizio, i suoi scopi e le sue iniziative, al fine di promuovere ed eventualmente ottenere l’adesione di nuovi soci.

Si tratta quindi di un legittimo interesse che può rappresentare una base legale del trattamento dei dati personali, alternativo al consenso ex articolo 6, comma 1, lettera f, del Regolamento Ue 679/2016.

In ogni caso, è necessario che alla prima comunicazione, o con altra tempestiva modalità, venga fornita l’informativa sulla privacy.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 5 novembre 2018.

Consulta L’Esperto risponde per avere accesso a un archivio con oltre 200mila quesiti, con relativi pareri. Non trovi la risposta al tuo caso? Invia una nuova domanda agli esperti.

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