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Crescono i congedi tra i papà, ma la Manovra (per ora) li…

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Servizio |richieste raddoppiate in cinque anni

Crescono i congedi tra i papà, ma la Manovra (per ora) li taglia

Senza interventi di proroga, al momento non previsti in manovra, salterà la sperimentazione del congedo obbligatorio “lungo” introdotta fin dal 2013 per i papà che quest’anno possono avere fino a 5 giorni di assenza dal lavoro coperto al 100% (quindi con stipendio pieno), alla nascita dei figli.
Il tema è stato sollevato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri che ha dichiarato a margine di un convegno: «C’è l’aspetto grave che non vengono rifinanziati i congedi di paternità, che sono uno strumento fondamentale per promuovere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per realizzare l’uguaglianza delle opportunità». A cui ha replicato il sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, che in una intervista al Corriere della Sera ha precisato: «Nei saldi di bilancio della manovra sono già compresi i fondi per diverse misure a favore delle donne».

Al di là del dibattito politico, i numeri certificati dall’Inps sui lavoratori privati evidenziano l’aumento dei neopapà che si assentano dal lavoro utilizzando i congedi previsti dalla legge, anche se restano pochi. Sono passati dai 50.474 del 2013 (anno di introduzione del congedo obbligatorio per i papà) ai 107.369 del 2017, con una crescita del 113%, anche se si tratta comunque di poco più della metà dei neopadri.

Il congedo - all’inizio di un giorno, portato a due nel 2016 e 2017 e salito a 4 giorni nel 2018 - si può utilizzare entro cinque mesi dalla nascita, dall'adozione o dall'affidamento del figlio. C’è poi il congedo facoltativo, quest’anno un giorno, da scalare dai cinque mesi di maternità obbligatoria.

IL CONGEDO DEI PAPÀ IN ITALIA
(Fonte: Inps)

Continuo cambio di regole
Al debutto, nel 2013, l’astensione per i neopapà è stata introdotta in via sperimentale per tre anni, dal 2013 al 2015: il congedo obbligatorio era di un giorno e quello facoltativo (in sostituzione della madre) di due giorni.

Nel 2016 è arrivata la prima proroga con modifiche: il congedo obbligatorio è stato portato a due giorni e sono stati confermati i due giorni di congedo facoltativo. Nel 2017, seconda proroga per il congedo obbligatorio di due giorni, ma non per il congedo facoltativo, che quindi non spetta a chi è diventato papà lo scorso anno (le 861 richieste registrate dall’Inps riguardano le nascite avvenute negli ultimi mesi del 2016). Nel 2018, nuova modifica: i giorni di congedo obbligatorio diventano quattro e torna anche il congedo facoltativo, ma solo per un giorno. Per il 2019 si vedrà.

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«Se non si continua a finanziare il congedo di paternità si torna indietro - commenta Paola Profeta, docente di economia delle finanze all’università Bocconi di Milano ed esperta di gender gap -: già era poco quello che avevamo, ma è importante dare congedo ai padri esclusivo e pienamente retribuito perché è un modo per bilanciare i carichi di cura nella famiglia e progredire dal punto di vista culturale».

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Sullo scacchiere europeo l’Italia è fanalino di coda: i nostri 5 giorni di congedo per i papà si confrontano con una media europea di 6,2 settimane secondo l’Ocse. In Francia i papà possono astenersi dal lavoro fino a 28 settimane (retribuite in media l 20%), in Germania quasi nove (retribuite al 65%), in Spagna poco più di due (al 100%) e in Svezia si superano le 14 settimane (retribuite al 76 per cento).

LE SETTIMANE DI CONGEDO PAGATE AI PAPÀ IN EUROPA
(*) dato 2018 riferito al congedo obbligatorio (Fonte: Ocse 2016)

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