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E-fattura, sì al registro digitale per le deleghe agli intermediari

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E-fattura, sì al registro digitale per le deleghe agli intermediari

Flessibilità per gli intermediari sulle modalità di tenuta del registro delle deleghe. Si possono registrare con data 5 novembre (data di approvazione dei nuovi modelli) i moduli acquisiti in precedenza e non ancora presentati, con un’annotazione specifica a riguardo (si veda l’articolo in pagina). Gli operatori Iva dovranno considerare il condominio alla stregua di un soggetto privato e, quindi, dal 2019 emettere fattura elettronica attraverso il Sistema di interscambio (Sdi). In pratica, bisognerà riportare il codice fiscale del condominio nel campo del cessionario/committente, indicare il codice convenzionale con sette «zero» nel campo codice destinatario e consegnare una copia della fattura trasmessa - in formato analogico o digitale - al condominio, indicando che si tratta di una copia e che il documento fiscalmente valido sarà esclusivamente quello disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia. Più in generale, poi, l’obbligo di consegnare ai consumatori finali la copia della fattura elettronica emessa dovrà sempre avvenire, salvo che il cliente non rinunci ad averla. Rinuncia che «potrà più facilmente avvenire se l’operatore Iva ricorderà al cliente» che l’e-fattura potrà essere consultata in un’area riservata del sito delle Entrate all’interno di una sezione specifica «accanto a quella della precompilata». E, comunque, consumatori finali persone fisiche, operatori nel regime dei minimi o forfettario, condomini ed enti non commerciali potranno «sempre decidere di ricevere le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori comunicando a questi ultimi, ad esempio, un indirizzo Pec». Sono alcuni dei chiarimenti - oltre a quelli indicati nelle pagine successive su cui spicca la necessità di “aspettare” la fattura elettronica per procedere alla detrazione Iva sugli acquisti - forniti dall’agenzia delle Entrate nel corso del videoforum online sull’e-fattura organizzato dal Sole 24 Ore.

Evento a cui sono stati presenti anche i professionisti. Maurizio Grosso, consigliere delegato all’innovazione e organizzazione degli studi professionali del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec), e Sergio Giorgini, vicepresidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, hanno sottolineato i rischi connessi al debutto dell’obbligo di e-fattura dal 2019 soprattutto per gli operatori di minori dimensioni e hanno auspicato ulteriori interventi legislativi nei provvedimenti in corso di approvazione parlamentare per colmare le lacune. Indicazioni arrivate nella tavola rotonda finale del videoforum , a cui ha preso parte anche l’Agenzia con Mario Carmelo Piancaldini.

Tornando, però, alle risposte delle Entrate, soprattutto alla luce del via libera della scorsa settimana sull’invio massivo, la sottolineatura che il registro delle deleghe ricevute dai clienti «può essere tenuto con qualsiasi modalità, anche in formato elettronico (in forma tabellare o foglio elettronico), e richiede la compilazione dei campi previsti nel provvedimento». Sempre sulla gestione “massiva” per i clienti, Agenzia e Sogei sono al lavoro per consentire entro fine anno agli intermediari l’upload «cumulativo» degli indirizzi telematici dei clienti da cui sono stati delegati e il download (in questo caso sono interessati anche gli operatori Iva) massivo delle e-fatture.

Infine, le Entrate hanno chiarito che «per le fatture ricevute da un soggetto passivo Iva che rientra nel regime forfettario o di vantaggio a partire dal 1° gennaio 2019 non sussisterà più l’obbligo di comunicazione “spesometro”»: l’adempimento sarà, infatti, abrogato dal prossimo anno.

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