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I commercialisti cercano sponsor per creare reti nazionali di esperti per imprese

Un bando per cercare sponsor che supportino i commercialisti a creare reti nazionali di esperti che seguano le imprese in tutte le scelte strategiche e operative, quindi non solo negli adempimenti e nella pianificazione fiscale. I soggetti interessati (dalle aziende agli operatori di sistema, come banche e private equity) avranno tempo fino al 10 dicembre per rispondere alla chiamata del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (Cndcec). Si punta ad avere una rete per ciascuno dei cinque cluster di attività in cui l’Ordine ha suddiviso le attività.

I cluster riguardano: economia del mare; made in Italy; service economy; ambiente ed edilizia; hi-tech. Il progetto, chiamato «Attività d’impresa», è partito un anno fa. Per i primi quattro cluster è stato costituito un gruppo di lavoro tra i professionisti. Quello dell’ultimo cluster è in via di costituzione. Nel frattempo sono stati già prodotti documenti di ricerca, siglati protocolli d’intesa e tenuti convegni.

Con il bando lanciato ora, si passa a quella fase di accelerazione che dovrebbe consentire di creare su tutto il territorio le reti di esperti cui dovrebbero affidarsi soprattutto le imprese micro, piccole e medie, che secondo il Cndcec continuano a rappresentare il 99,9% del tessuto imprenditoriale nazionale. Secondo dati dell’agenzia delle Entrate, sette imprese su 10 si affidano in maniera continuativa ai commercialisti sia per l’assistenza sia per la consulenza contabile e fiscale. È arrivato il momento di organizzarsi in base alla specializzazione di ciascuno.

«Finora - spiega Achille Coppola, consigliere del Cndcec delegato al progetto assieme a Giuseppe Laurino - nemmeno noi avevamo un’idea precisa di quanti commercialisti fossero specializzati nelle diverse attività dell’economia. Prevaleva, come in quasi tutte le professioni, una classificazione per settori della nostra stessa attività. Ora abbiamo già individuato oltre 100 esperti in economia del mare. Questo progetto ci consentirà di contarci tra noi e, soprattutto, di contare».

Il riferimento è al fatto che, tra fatturazione elettronica e altre novità, in futuro ci sarà meno spazio per il commercialista tradizionalmente inteso, cioè il professionista che si limita agli adempimenti contabili e fiscali. Ci sono invece altri spazi di consulenza, «dalla valutazione se aderire a un consorzio fino a quella sull’entrata in un determinato segmento di mercato borsistico». Ci sono anche le consulenze doganali, che richiedono specializzazione e oggi non sempre vengono espletate al meglio, tanto che si stima che le imprese potrebbero risparmiare circa il 30% sui dazi che attualmente versano.

Coppola rivendica il fatto che i commercialisti siano l’unica categoria ad aver intrapreso un’iniziativa del genere: «Non mi risulta ci siano stati altri soggetti pubblici che lo abbiano fatto».

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