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Pensioni, da quota 100 ai precoci: le risposte ai dubbi dei…

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previdenza

Pensioni, da quota 100 ai precoci: le risposte ai dubbi dei lettori

Il superamento della legge Fornero è il “piatto forte”del Governo per l’anno prossimo sul fronte previdenziale , ma il conto è salato: secondo la simulazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio il taglio dell’assegno potrà arrivare fino al 34,7% (in caso di uscita nel 2019 di chi avrebbe maturato la pensione nel 2025) . Ci sono però altre possibilità di uscita: in tutto si arriva a una decina di opzioni. Per alcune le regole restano invariate, per altre si prospettano cambiamenti all’orizzonte. I dubbi, insomma, non mancano. Ecco le prime risposte ai quesiti arrivati dai lettori.

Per tutto il 2019 si può andare in pensione anticipata con la legge Fornero per le donne a 41 anni e 10 mesi, o è obbligatoria quota 100?
Da quanto finora emerso si tratta di un terzo ingresso alla pensione, facoltativo. Dunque nel 2019 i lavoratori potranno accedere sicuramente alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata; la pensione anticipata, inoltre, potrebbe non registrare l’incremento alla speranza di vita di 5 mesi e rimanere al requisito vigente per il 2018 di 41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. La terza via sarà Quota 100, sempre in base alle scelte degli assicurati.

La possibilità di pensione anticipata per dipendenti di compagnie aeree vale solo per Alitalia? Solo personale di cabina o anche personale di terra?
La proposta fatta al ministero del Lavoro è di un anticipo di 7 anni per piloti, steward e hostess. Si sottolinea, però, che rimane al momento solo una proposta.

Ho letto che i lavoratori precoci possono accedere alla quota 41+cinque mesi di contributi, a prescindere dalla età anagrafica, a patto che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi. Ma secondo me c'è un errore di fondo: i precoci per poter beneficiare dell’uscita a 41 anni di contributi, a prescindere dell’età anagrafica, devono far parte delle famose 15 categorie di lavoratori “gravosi”. Non è così?
Per rientrare nella categoria dei lavoratori precoci (legge 232/2016 e Dpcm 87/2017) si può alternativamente richiedere la pensione anticipata come:

a) disoccupati che abbiano esaurito la Naspi;
b) essere invalidi civili almeno al 74%;
c) essere un care-giver convivente da almeno 6 mesi con un disabile il coniuge o un parente di primo grado ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancante;
d) aver svolto mansioni usuranti per almeno sei anni negli ultimi sette o sette negli ultimi 10.

Sono un lavoratore precoce. Ho un anno e tre mesi di contributi versati prima del compimento del 19° anno di età, maturo 41 anni e cinque mesi il 31 dicembre 2019. Quando posso andare in pensione?
Se in possesso di una delle 4 condizioni soggettive elencate nella precedente risposta nel corso del 2019 (previa richiesta di certificazione Inps) se sarà ratificata la sospensione dell’adeguamento a speranza di vita per i precoci dal 2019, il lettore potrà andare in pensione all’inizio del 2020 qualora il requisito sia mantenuto a 41 anni e 5 mesi di contributi per il biennio 2019-2020.

I lavoratori autonomi potranno usufruire della quota 100? Ho letto una quantità infinita di commenti e chiarimenti, in questi ultimi mesi, ma non ho mai trovato un riferimento alla quota 100 per gli autonomi. È possibile avere qualche indicazione?
La proposta è quella di consentire il cumulo contributivo, dunque sarà possibile non solo a chi ha solo contributi da dipendente o da autonomo, ma anche chi raggiunge i 38 anni sommando più periodi fra tutte le Gestioni Inps.

Chi va in pensione prima perde lo stipendio, per cui bisogna conteggiare, per gli anni di anticipo, il gap tra pensione anticipata e stipendio? Resta in piedi la valutazone della convenienza personale a rimanere in servizio (problemi fisici, stress, gestione della propria vita)?
Qualunque forma di pensionamento comporta un delta fra retribuzione e pensione (cosiddetto tasso di sostituzione).

Rimane l’anticipo pensionistico previsto dalla legge “Fornero”?
Rimane vigente l’isopensione Fornero ex articolo 4 della legge 92/2012

La proroga di opzione donna arriverà fino al 2021?
In riferimento al pacchetto previdenza manca ancora una bozza definitiva di provvedimenti che troveranno posto nel decreto collegato alla manovra 2019. Rimane accreditata presso le fonti governative la volontà di prevedere, accanto quota 100, anche Opzione donna con un adeguamento ai requisiti anagrafici già previsti fino al 2015 dalla attuale normativa in vigore.

Saranno reintrodotte le vecchie finestre ante Fornero per chi aderisce a Quota 100?
No, si parla al momento di 4 finestre trimestrali (e non di durata annua o pari a 18 mesi, come nel caso delle vecchie finestre di differimento mobile) per i dipendenti del settore privato e di massimo 2 finestre di uscita per coloro che appartengono al pubblico impiego, in modo da contenere possibili disservizi.

La riforma pensionistica introdurrà il metodo contributivo dal 1996 anche per coloro che hanno almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995?
No, attualmente l’Esecutivo è orientato verso un contributo di solidarietà di durata limitata nel tempo (per un massimo di 5 anni) che ripropone un prelievo progressivo analogamente a quanto già previsto fino a qualche anno fa, per le pensioni superiori a 90.000 euro annui lordi.

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