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Malattia, richieste in calo dai dipendenti pubblici…

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Servizio |terzo trimestre 2018

Malattia, richieste in calo dai dipendenti pubblici (-7,3%). In aumento invece tra i privati

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Prosegue il calo dei giorni di malattia nel settore pubblico, ma aumentano in quello privato. Tra luglio e settembre 2018 i lavoratori della Pa hanno avuto 4,4 milioni di giorni di malattia (-7,3% tendenziale) con 702.280 certificati (-3,1%) mentre quelli del settore privato registrano un aumento sia dei giorni di malattia (16,6 milioni, +4,9%) sia dei certificati (quasi 2,5 milioni, +6,8%). Secondo l’0sservatorio dell’Inps a livello territoriale per il settore privato l’aumento del numero dei certificati è prevalente al Sud (+7,9%), mentre per il settore pubblico la diminuzione è più consistente al Nord (-5,5%).

La fine del mito del malinconico travet (di D. Ceccarelli)
Da settembre 2017 c’è il Polo unico sulla malattia con il passaggio all’Inps
della competenza esclusiva sulle visite mediche di controllo anche per l’81% dei lavoratori pubblici.

Nel mese di dicembre 2017 il numero di dipendenti interessati al controllo d’ufficio dello stato di malattia da parte dell’Inps è stato di 13,7 milioni di cui 2,8 nel settore pubblico (polo unico) e 10,9 nel settore privato (assicurati).
L’Inps inoltre può effettuare controlli, su richiesta del datore di lavoro, anche per lavoratori privati non assicurati (3,7 milioni) e per lavoratori pubblici non appartenenti al Polo unico (0,6 milioni).
Dal report dell’Inps emerge che all’aumento del numero dei certificati nel settore privato corrisponde un aumento meno che proporzionale del numero dei giorni di malattia (+4,9%), mentre nel settore pubblico alla diminuzione del numero dei certificati si osserva un decremento più che proporzionale dei giorni di malattia (-7,3%). In termini relativi, la percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori rimane stabile nel settore privato al 13%, mentre nel settore pubblico, la percentuale scende dal 15% del 2017 al 14% del 2018.

Stabile anche il numero medio dei certificati dei lavoratori sia nel settore pubblico che in quello privato (rispettivamente di 3 e 2 certificati ogni 10 lavoratori). L’istituto di previdenza precisa che qualsiasi confronto sul numero di certificati tra il settore pubblico e privato va sempre interpretato tenendo conto della diversa struttura per età dei lavoratori e della diversa normativa di riferimento. Il numero medio di giornate di malattia per lavoratore con almeno un giorno di malattia rimane stabile per il settore privato a 11,6 giorni mentre diminuisce lievemente per il settore pubblico passando da 11,5 a 11,3 giorni.

Doppio binario sui controlli
Tra dipendenti privati e pubblici - nonostante il percorso di avvicinamento introdotto dal decreto 206/2017 - resta una differenza fondamentale che riguarda le fasce orarie di reperibilità che sono 9-13 e 15-18 nella Pubblica amministrazione e 10-12, 17-19 nel settore privato. Tutti i lavoratori, in ogni caso, possono essere sottoposti più volte alla visita fiscale, durante il periodo di prognosi indicato dal certificato medico.
Inoltre per evitare le assenze “strategiche” dal lavoro, a ridosso di vacanze o ponti, i lavoratori possono essere sottoposti a visite fiscali «anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale».

Numero di certificati medici per area geografica, genere e classi di età

Le verifiche dell’Inps
Per quanto riguarda l’attività di verifica dello stato di malattia con la gestione del Polo unico da parte dell’Inps, si osserva per il terzo trimestre 2018 che, nonostante la notevole differenza in termini assoluti del numero di visite mediche di controllo effettuate (129mila nel settore privato rispetto alle 84mila di quello pubblico), in termini relativi il numero di visite è risultato pari a 119 ogni mille certificati per il settore pubblico del Polo unico rispetto alle 52 visite del settore privato.
Il tasso di idoneità misura il numero di visite con esito idoneità al lavoro rispetto al numero di visite effettuate: ogni cento visite effettuate nel pubblico, 28 risultano con esito di idoneità, contro 18 nel privato. Altro indicatore importante, sottolinea l’Inps, nel valutare gli effetti delle visite è il tasso di riduzione della prognosi che misura il numero di visite con riduzione della prognosi rispetto al numero di visite effettuate. Tale indicatore risulta essere basso per entrambi i settori, anche se quello del pubblico (1,8 su cento) è molto inferiore a quello del privato (2,8 su cento); il numero medio di giorni di riduzione risulta essere per entrambi i settori pari 5 giorni.

Nel settore pubblico la maggior parte delle visite sono effettuate su richiesta dei datori di lavoro, solo il 20% sono disposte d’ufficio e il tasso di idoneità è molto diverso nelle due fattispecie: 32 ogni 100 visite richieste dal datore di lavoro contro 11 ogni 100 disposte d’ufficio.
Nel settore privato il 65% delle visite mediche di controllo sono invece disposte d’ufficio.

A livello annuo sono circa 300mila le visite mediche di controllo disposte d'ufficio per il settore privato a fronte di circa 12 milioni di certificati. Dal 2012, sottolinea l’Inps, la scelta dei certificati, dei lavoratori privati assicurati da sottoporre a visita, è avvenuta attraverso l’utilizzo di un modello statistico di Data Mining che ha consentito di concentrare le visite mediche di controllo d’ufficio sui casi in cui è più ragionevole ipotizzare che il certificato medico del lavoratore riporti una prognosi non coerente con lo stato di salute. Dal 15 marzo 2018 è stato sospeso l’utilizzo del modello statistico di Data Mining con «evidenti effetti sui risultati delle visite» si legge nel report dell’istituto di previdenza: nel terzo trimestre 2018 si registra ancora una riduzione del tasso di idoneità rispetto al trimestre precedente (da 15 a 12 ogni cento visite) dopo la drastica diminuzione che si era già registrata tra il secondo e il primo trimestre (da 40 a 15 ogni cento visite).
L’Inps osserva infine che per le visite richieste dal datore di lavoro, sia nel privato che nel pubblico, i tassi di idoneità nel terzo trimestre sono in diminuzione rispetto al trimestre precedente (più pronunciata per il settore pubblico) mentre per le visite d’ufficio del polo unico il tasso di idoneità si mantiene pressoché stabile (11 ogni cento visite).

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