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Antiriciclaggio, garantire l’anonimato dei notai che segnalano gli…

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convegno del notariato

Antiriciclaggio, garantire l’anonimato dei notai che segnalano gli illeciti

L’antiriciclaggio italiano è un sistema efficiente, costantemente all’avanguardia nei presidi Aml mondiali, ma in attesa della V direttiva europea (recepimento previsto nel 2020) urgono assestamenti di prassi e di norme, a cominciare dal regolamento sulle criptovalute - previsto a giorni nel rapporto della V Direzione del Mef. Se ne è parlato ieri a Firenze, nel convegno organizzato dalla fondazione del Notariato che ha messo a confronto professionisti, investigatori, amministratori pubblici ed esponenti del governo e delle commissioni parlamentari.

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Architrave del sistema di segnalazioni restano, tra i professionisti, i notai, ormai stabilmente oltre le 4mila segnalazioni l’anno di alta qualità media, considerato che - ha detto Giuseppe Arbore, capo del terzo reparto operazioni del comando generale della Gdf - dalle Sos notarili sono partite 669 investigazioni, 218 procedimenti penali di cui 34 denunce per riciclaggio. Ma proprio per rendere ancor più efficiente e sicuro il sistema, il presidente dei notai Salvatore Lombardo ha rivendicato la semplificazione dei moduli, invocato il divieto di divulgazione dei nomi dei colleghi segnalanti (spesso richiesti da decreti dei pubblici ministeri, talvolta rilanciati persino dalla stampa locale) e insistito sulle formalità nelle costituzioni delle società. «Che senso ha la costituzione di una società con firma mediante pennetta Usb? - ha detto Lombardo - Io ho fatto una costituzione Srl in cui ho visto comportamenti in studio dei soggetti promotori che mi hanno determinato a fare la segnalazione. La cosiddetta massima semplificazione è nemica dell’antiriciclaggio».

Quanto all’utilizzazione dell’enorme banca dati ormai a disposizione, il presidente dei notai ha ribadito che sarebbe opportuno mettere in rete gli atti del notariato anche a fini Uif, «perché il delinquente abile sfrutta la frammentazione del sistema per aggirarlo. Noi siamo pronti a fare rete da subito, basta che la politica lo voglia».

Jacopo Morrone, sottosegretario alla Giustizia, ha sottolineato che «questo governo valorizza le professioni, gli ordini, le persone iscritte a un albo perché chi è iscritto a un albo è e deve essere garanzia di buon servizio per il cittadino». Morrone ha aggiunto di avere a cuore l’equo compenso, «perché oggi siamo in un regime di concorrenza sleale, con studi che fanno altissimi numeri di atti e sottopagano i giovani», ma le professioni dal canto loro devono evitare di farsi una guerra tra poveri.

Il procuratore nazionale antimafiaCafiero de Raho ha riconosciuto la grande importanza dei notai nel sistema Sos e contrasto Aml. «Di 560 miliardi di euro globali di traffici illeciti, 30 miliardi di euro sono il fatturato delle mafie italiane - ha detto il magistrato - Oggi le mafie sono sempre meno del territorio e sempre più degli affari, utilizzano soggetti economici forti, mimetizzati e la semplificazione sulla costituzione delle società agevola l’occultamento dei mafiosi nel mercato».

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