Norme & Tributi

Stop alla deduzione degli interessi per mutui su edifici da affittare

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DIRETTIVA ATAD

Stop alla deduzione degli interessi per mutui su edifici da affittare

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Assoimmobiliare e Ance segnalano un importante provvedimento, contenuto nel decreto legislativo approvato dal Consiglio di ministri di attuazione alla direttiva Atad, che cancella la possibilità di dedurre integralmente gli interessi passivi sostenuti dalle società immobiliari per mutui contratti allo scopo di costruire edifici destinati alla locazione (si veda anche Il Sole 24 Ore del 28 novembre).
La norma è contenuta all’articolo 1, che riscrive l’articolo 96, comma 3, del Tuir:
3. La disciplina del presente articolo si applica agli interessi passivi e agli interessi attivi, nonché agli oneri finanziari e ai proventi finanziari ad essi assimilati, che sono qualificati come tali dai principi contabili adottati dall'impresa, e per i quali tale qualificazione è confermata dalle disposizioni emanate in attuazione dell'articolo 1, comma 60, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dell'articolo 4, commi 7-quater e 7-quinquies, del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, e dell'articolo 13-bis, comma 11, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, e che derivano da un'operazione o da un rapporto contrattuale aventi causa finanziaria o da un rapporto contrattuale contenente una componente di finanziamento significativa. Ai fini del presente articolo gli interessi attivi, come individuati ai sensi del primo periodo, assumono rilevanza nella misura in cui sono imponibili; assumono rilevanza come interessi attivi o interessi passivi anche i proventi e gli oneri che, pur derivando da strumenti finanziari che, in base alla corretta applicazione dei principi contabili adottati, sono qualificati come strumenti rappresentativi di capitale, sono imponibili o deducibili in capo, rispettivamente, al percettore o all'erogante. Nei confronti dei soggetti operanti con la pubblica amministrazione, ai fini del presente articolo, si considerano interessi attivi rilevanti anche gli interessi legali di mora calcolati ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231.
Ora si applicheranno i limiti di deducibilità anche agli interessi passivi ed oneri finanziari assimilati capitalizzati (per “interessi attivi” e “interessi passivi” si dovranno intendere di seguito anche i proventi e gli oneri finanziari ad essi assimilati), espressamente prevista dall'articolo 2, paragrafo 1, numero 1), della Direttiva. «Non si è ritenuto - si legge nella relazione illustrativa del Decreto - di accogliere l'osservazione di cui alla lettera a) del parere reso dalla VI Commissione finanze della Camera dei deputati relativa all'esclusione, dalla limitazione della deducibilità, degli interessi passivi capitalizzati, in quanto gli stessi sono espressamente inclusi dalla Direttiva ATAD 1 tra gli oneri finanziari per i quali si applica la disciplina della limitazione della deducibilità (in tal senso è l'articolo 2, paragrafo 1, numero 1). L'esclusione richiesta, come peraltro osservato dalla stessa VI Commissione, non sarebbe coerente con i criteri dettati dalla Direttiva. In accoglimento, invece, di quanto richiesto nella lettera a) del parere della VI Commissione finanze e tesoro del Senato della Repubblica, la nuova disciplina in materia di deducibilità degli interessi passivi e oneri finanziari assimilati, di cui all'articolo 1 del decreto legislativo, è stata estesa anche agli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione per le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare, nonché alle spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari, abrogando le relative deroghe già vigenti con l'articolo 14, commi 2 e 3».
La conseguenza concreta dell’entrata in vigore del provvedimento (la pubblicazione è attesa a giorni sulla Gazzetta Ufficiale) sarà, secondo Ance e Assoimmobiliare, un impatto pesante «sul mercato delle locazioni di immobili, siano questi ad uso uffici, commerciali o con altre destinazioni d'uso, con un effetto negativo, in ultima istanza, anche per le imprese affittuarie. La limitazione alla deducibilità genererebbe un incremento della tassazione per le società immobiliari stimabile in almeno 5-6 punti percentuali da aggiungere all'aliquota Ires del 24%. Tale aggravio si aggiungerebbe all'indeducibilità degli interessi passivi ai fini Irap previsto dall'attuale normativa e al rilevante peso dell'IMU che già gravano sugli investitori immobiliari, mettendo a dura prova la pianificazione di ulteriori investimenti di sviluppo che, a sua volta, in particolare per le imprese del sistema Ance, pregiudica strutturalmente la futura domanda di costruzioni, rischiando di deprimere così l'intero comparto».
Assoimmobiliare, guidata dal Presidente Silvia M. Rovere, e Ance, presieduta da Gabriele Buia, esprimono quindi «grande preoccupazione per gli effetti che il nuovo decreto legislativo in materia di deducibilità degli interessi passivi avrà sull'intera industria immobiliare» e chiedono al Governo «Una correzione del provvedimento, che altrimenti metterebbe a rischio investimenti e crescita di tutta la filiera dell'industria immobiliare, incluso il settore delle costruzioni, in un momento cruciale per la crescita economica dell'Italia che deve mantenere un livello di competitività adeguato in uno scenario globale sempre più complesso e sfidante».

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