Norme & Tributi

Inarcassa, nel bilancio di previsione 2019 entrate per un miliardo e 411…

  • Abbonati
  • Accedi
PREVIDENZA di ingegneri e architetti

Inarcassa, nel bilancio di previsione 2019 entrate per un miliardo e 411 milioni di avanzo

Con un patrimonio netto di 10,6 miliardi di euro nel 2018, Inarcassa per il 2019 prevede un flusso di entrate contributive stabili, al di sopra di 1 miliardo di euro, e un avanzo economico di oltre 411 milioni di euro.
Sono queste le stime contenute del budget 2019, approvato dal Comitato Nazionale dei Delegati nell'adunanza del 29 e 30 novembre. Il saldo della gestione previdenziale evidenzia una crescita contenuta della contribuzione corrente e un fisiologico e più sostenuto aumento delle prestazioni.
Per il 2019 le previsioni ipotizzano un andamento di iscrizioni e cancellazioni, in linea con quello dell’anno precedente; gli iscritti attesi a fine anno saranno circa 168.000 unità.
Sul totale degli iscritti (che al 31 dicembre 2017 erano 168.109) hanno pesato due fenomeni di segno contrapposto: la riduzione delle iscrizioni lorde e
l’incremento delle cancellazioni. Nell’ultimo decennio il flusso annuo di iscrizioni lorde è gradualmente passato da valori medi di 12.500 unità (tra il 2007 e il 2010) a poco più di 10.000 unità nel 2017. Da segnalare, però. che nel 2017 il numero degli under 35 è torato a crescere, passando dai 3.952 del 2016 ai 4.475 del 2017, dopo anni di contrazione.
Nello stesso periodo le cancellazioni hanno invece registrato un andamento opposto: da valori medi di circa 6.500 unità (2007-2010) si è passati, nel 2017, a 10.400 unità. Nel 2017 il monte redditi di Inarcassa torna a crescere (+2,0%), per il terzo anno consecutivo dopo sette anni di contrazione: dai 33.037 euro del 2007 ai 23.932 euro del 2014. La lunga fase di flessione economica della categoria sembra superata, anche se non si può dire altrettanto della congiuntura negativa del mondo delle costruzioni e delle opere pubbliche.
«Lo scenario all'interno del quale svolgiamo il ruolo di gestori previdenziali deve soddisfare le previsioni di lungo periodo richieste dal legislatore – sottolinea il presidente dell’ente Giuseppe Santoro – previsioni che, però, devono fare i conti con la tipica alternanza dei cicli economici, nell’ambito della quale, a fasi espansive, seguono periodi di recessione. Per riportare la barra a dritta, oltre ad un alto livello di attenzione sono necessarie programmazione, risorse, investimenti adeguati e professionalità. Qualità e strumenti altrettanto validi per la previdenza».

© Riproduzione riservata