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Esodati, già spesi 3 miliardi su 12 per gli assegni straordinari

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Esodati, già spesi 3 miliardi su 12 per gli assegni straordinari

Sono poco meno di meno di tre i miliardi già spesi dall’Inps per pagare l’assegno straordinario riconosciuto ai cosiddetti “esodati” della riforma Fornero, ovvero i lavoratori prossimi alla pensione rimasti senza impiego nel momento in cui vennero inaspriti i requisiti per la vecchiaia e la pensione anticipata. Una somma che equivale a circa un quarto dei circa 12 miliardi di spesa prevista tra il 2013 e il 2023 per l’insieme delle salvaguardie varate dal governo Monti e i tre che si sono succeduti fino all’anno scorso.

Il dato è contenuto nel Rendiconto sociale pubblicato ieri dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inps, presieduto da Guglielmo Loy. Le certificazioni accolte per le otto salvaguardie varate sono 146.441 e le prestazioni liquidate sono 129.663, secondo gli ultimi dati amministrativi. La tutela per ciascun lavoratore, stando ai numeri medi forniti nel Rendiconto, è di 30.862 euro. I tre miliardi sono determinati da 2,2 miliardi di euro per gli assegni messi in pagamento dal 2013 al 2017 per le salvaguardia comprese tra la seconda e l'ottava, e per il resto dai contributi figurativi riconosciuti a questi beneficiari fino al momento del pensionamento effettivo. La prima salvaguardia, riconosciuta a 64.374 lavoratori (58.104 le prestazioni in pagamento) non rientra nella contabilità del Rendiconto perché erogata direttamente nel 2012 dal Tesoro, spiegano gli autori del documento Inps.

In vista del varo della legge di Bilancio una rappresentanza di “esodati” aveva rivendicato nelle scorse settimane una nona salvaguardia per circa 6mila persone. Questa richiesta era arrivata fino al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ma poi nella messa a punto del “pacchetto pensioni” con “quota 100” e le proroghe di “opzione donna”, Ape sociale e anticipo con 41 anni di contributi per i precoci, non è stata considerata. A rivendicarne la necessità, ieri, è stato il Pd, per iniziativa del capogruppo in Commissione Lavoro, Debora Serracchiani.

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