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E-fattura, i professionisti temono ulteriori «complicazioni»…

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E-fattura, i professionisti temono ulteriori «complicazioni» nel lavoro

La parola chiave è «complicazione». La fattura elettronica è un’idea corretta a livello teorico, ma tradotta in pratica in modo confuso e complesso. Il giudizio è netto per oltre metà dei quasi mille professionisti che hanno risposto alla rilevazione del Sole 24 Ore (il 56,1%). Mentre per un altro gruppo di partecipanti (il 26,2%) il nuovo adempimento è un’ulteriore complicazione. Solo una minoranza (il 16,9%) vede nella e-fattura l’occasione di modernizzare e razionalizzare la propria attività.

Quali siano in concreto le complessità lamentate da otto professionisti su dieci, lo si vede dai commenti inseriti “a campo libero” nella survey. Più di un professionista sottolinea che sarebbero serviti almeno sei mesi o un anno di rodaggio a regole ferme. Invece le settimane a ridosso del 1° gennaio 2019 sono costellate di novità: dalle modifiche al decreto fiscale alla bocciatura del Garante della privacy, fino alle Faq delle Entrate che intervengono su aspetti decisivi dell’operatività. Come l’esonero dalla conservazione delle e-fatture per i minimi e i forfettari che non hanno comunicato al fornitore l’indirizzo Pec o il codice destinatario.

I risultati della rilevazione confermano che il punto dolente saranno le aziende più piccole. Tant’è che molti suggeriscono ancora l’ipotesi - scartata dal Governo - di un avvio graduale in base al volume d’affari: chi fissa la soglia a 300mila euro, chi a 500mila, chi a un milione.

Una rivoluzione nel modo di lavorare

Un punto su cui concorda oltre il 95% dei partecipanti alla survey è che la fattura elettronica cambierà il modo di lavorare. Addirittura, per oltre l’80% dei commercialisti il cambiamento sarà «molto» o «abbastanza» profondo. Ed è più o meno analogo il totale di chi ritiene sicura (il 59,2%) o possibile (il 19,2%) una maggiorazione dei compensi chiesti ai propri clienti. Di certo, i professionisti hanno iniziato a prepararsi: otto studi su dieci si sono già dotati di un software per la e-fattura e una buona metà di loro si ritiene ben informato (con un giudizio di 7 o più su 10). Resta, però, la sensazione di arrivare al debutto in condizioni tutt’altro che ideali.

Molti aspetti della fattura elettronica - agli occhi degli operatori professionali - sembrano decisi a tavolino seguendo le formule astratte della burocrazia, e non assecondando l’operatività quotidiana delle imprese e dei cittadini. A dimostrarlo sono, ancora, i commenti dei partecipanti alla survey. Ma anche i quesiti arrivati al Forum online del Sole 24 Ore (www.ilsole24ore.com/forumfattura) e all’Esperto risponde.

Le complicazioni operative

Ad esempio, a 20 giorni dal debutto molti si chiedono ancora quale giustificativo dovranno consegnare al cliente i ristoranti e gli esercizi al dettaglio: se si concede più tempo per il file Xml, il cliente avrà bisogno di una “pezza d’appoggio” da mostrare in caso di controlli fiscali o da inserire nella nota spese al proprio datore di lavoro.

La lista può continuare. L’iter per l’emissione dell’autofattura al Sistema di interscambio delle Entrate viene giudicato troppo ingarbugliato. Mentre il servizio di conservazione gratuita messo a punto dall’Agenzia sta suscitando grande diffidenza tra gli operatori: è nato senz’altro con le migliori intenzioni, ma le “avvertenze” su limitazioni ed esclusioni di responsabilità delle Entrate lasciano con l’amaro in bocca più di un professionista.

SEI DOMANDE PER CAPIRE LE CONSEGUENZE DELLA SVOLTA
Survey “E-Fattura 24” su un panel di 1.000 professionisti. Risposte in % (Fonte: Il Sole 24 Ore (3-7 dicembre 2018))

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