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Musica, l’avvocato Ue ai Kraftwerk: «I sample devono essere…

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Servizio |proposta alla corte di giustizia europea

Musica, l’avvocato Ue ai Kraftwerk: «I sample devono essere autorizzati»

I Kraftwerk sulla compertina di «Trans Europe Express», l’album che ha dato origine alla controversia sui diritti connessi
I Kraftwerk sulla compertina di «Trans Europe Express», l’album che ha dato origine alla controversia sui diritti connessi

Utilizzare campionamenti (sample) in una composizione musicale senza il consenso di chi ha prodotto il brano campionato potrebbe presto rappresentare una esplicita violazione del diritto connesso. Lo propone l’avvocato generale della Corte di giustizia europea Maciej Szpunar al massimo organo giuridico dell’Ue nell’ambito di una controversia che vede coinvolti nientemeno che Ralf Hütter e Florian Schneider Esleben, ossia le menti pensati dei Kraftwerk, band tedesca che negli anni Settanta ha rivoluzionato la musica elettronica con superclassici come Autobahn e Radioactivity.

La causa su «Metall auf Metall»
Il contenzioso in questione riguarda in particolare Metall auf Metall, brano dei Kraftwerk estratto dall’album Trans Europe Express (1977). Hütter e Schneider Esleben hanno fatto causa alla casa di produzione tedesca Pelham Power Productions, altrimenti nota come 3P, e in particolare agli autori Moses Pelham e Martin Haas per Nur mir, composizione eseguita da Sabrina Setlur che conterrebbe un sample non autorizzato di due secondi di Metall auf Metall. Ritenendo che il diritto connesso di cui sono titolari in qualità di produttori del fonogramma in questione sia stato violato, Hütter e Schneider Esleben hanno chiesto al Tribunale tedesco la cessazione della violazione, la concessione del risarcimento dei danni e la consegna dei fonogrammi ai fini della loro distruzione.

La corte tedesca rinvia la decisione alla Ue
La Corte federale di giustizia tedesca ha ritenuto di sottoporre la questione alla Corte di giustizia Ue, riscontrando varie questioni pregiudiziali sull’interpretazione del diritto dell’Unione in materia di diritto d’autore e di diritti connessi nonché in materia di diritti fondamentali. Da qui l’odierno parere dell’avvocato generale Maciej Szpunar. Secondo il quale, in primo luogo, il fonogramma è una «fissazione di suoni tutelata non in ragione della concatenazione di suoni, ma in ragione di tale fissazione. Esso è dunque protetto come un tutt’uno inscindibile. Un suono o una parola non può essere monopolizzato da un autore a causa della sua inclusione in un’opera bensì, a partire dal momento in cui è registrato, un suono o una parola costituisce un fonogramma che rientra nella protezione da parte del diritto connesso al diritto d’autore. La riproduzione di una siffatta registrazione - si legge nella nota dell’avvocato - ricade dunque nel diritto esclusivo del produttore di tale fonogramma».

L’importanza dell’autorizzazione
Szpunar sottolinea che il produttore può infatti «sfruttare il fonogramma in modi diversi dalla vendita di esemplari, in particolare autorizzando il sampling e ricavandone introiti. Il fatto che il diritto di tale produttore sui propri fonogrammi sia idoneo a proteggere i suoi investimenti finanziari non osta dunque a che detto diritto copra anche usi quali il sampling. Peraltro, egli considera che il diritto alla protezione del fonogramma sia un diritto che sussiste ed è esercitato a prescindere dalla protezione dell’opera eventualmente contenuta in tale fonogramma. Di conseguenza, l’ambito della protezione del fonogramma non è in alcun modo condizionato dall’ambito della protezione dell’opera in esso eventualmente contenuta». Per queste motivazioni l’avvocato generale conclude che il «prelievo di un estratto di un fonogramma al fine di utilizzarlo, senza l’autorizzazione del suo produttore, in un altro fonogramma (sampling) costituisce una lesione del diritto esclusivo di tale produttore di autorizzare o vietare una riproduzione del proprio fonogramma».

Come si muoverà laCorte
Nello stesso parere, l’avvocato ha riconosciuto che, «poiché il sampling non serve a produrre un fonogramma che si sostituisca al fonogramma originale e non incorpora la totalità né una parte sostanziale dei suoni del fonogramma originale», non può essere ritenuto «copia di tale altro fonogramma». Toccherà ora vedere come si pronuncerà la Corte di giustizia dell’Unione europea. Le conclusioni dell’avvocato generale non la vincolano. Ma spesso e volentieri lasciano intendere quelli che saranno gli orientamenti dell’organo giudicante.

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