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Dossier | N. 33 articoliFattura elettronica: la guida completa

Fattura elettronica, l’Abc per capire la rivoluzione scattata il 1° gennaio

È forse la novità più importante del 2019 in materia fiscale. Dal 1° gennaio tutte le partite Iva dovranno emettere fatture elettroniche. Sono esclusi i contribuenti forfettari, le farmacie e gli operatori sanitari, alcuni agricoltori e le associazioni sportive dilettantistiche. Prevista una moratoria sulla sanzione per l'invio ritardato. L’altra rivoluzione, salvo rinvii, scatterà nella seconda metà dell’anno quando i commercianti con ricavi da almeno 400mila euro dovranno inviare per via telematica le ricevute (dal 1° gennaio 2020 l’invio telematico sarà esteso a tutti gli esercizi commerfciali). Ecco un glossario con tutte le voci principali per comprendere la fattura elettronica.

IL DOSSIER DEL SOLE SULLA FATTURA ELETTRONICA

B

B2B e B2C

L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda la certificazione fiscale delle operazioni intercorse tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio nazionale, comprendendovi quindi non solo le cessioni di beni e le prestazioni di servizi realizzate nei confronti di soggetti passivi Iva (B2B: business to business) ma anche verso i consumatori finali (B2C: business to consumer). La gestione verso questi ultimi è stata semplificata per evitare che il consumatore finale debba prendersi un indirizzo telematico di posta elettronica certificata (Pec) destinatario o un Codice destinatario e per evitare che debba dotarsi di strumenti elettronici per ricevere la fattura.

C

Codice destinatario
Serve a recapitare la fattura elettronica e deve contenere un valore alfanumerico di sette caratteri corrispondente a uno dei codici che lo Sdi attribuisce ai soggetti accreditati; oppure si utilizza il codice convenzionale a sette zeri sia nei casi di fattura destinata a un soggetto che riceve tramite Pec, quando è indicata tale casella nel campo «PecDestinatario», sia nei casi di fattura destinata a un soggetto per il quale non si conosce il canale telematico su cui recapitare il file. Per il ciclo attivo estero, in luogo dell’esterometro, si possono trasmettere i dati della fattura utilizzando il codice convenzionale a sette «X».

Conservazione elettronica
La gestione delle fatture elettroniche comporta, oltre agli obblighi di creazione di un file in un formato prestabilito e l’invio dello stesso tramite il sistema d’interscambio, la necessità di conservare elettronicamente il documento nel tempo. La conservazione è un processo particolarmente importante e delicato. Essa è stata normata dapprima con il Codice dell’amministrazione digitale (Dlgs 82/2005 e successive modifiche) e poi con le regole tecniche emanate dal Agid (l’agenzia per l’Italia digitale). L’obbligo di conservazione elettronica riguarda, per ora, solo le fatture elettroniche e non anche i registri contabili e fiscali che restano vincolati alle precedenti regole di gestione.

Quindi i registri possono ancora essere gestiti in analogico (su carta).

GUIDA AI SOFTWARE PER LA FATTURA ELETTRONICA

Corrispettivi telematici
La certificazione Iva delle transazioni commerciali è affidata essenzialmente alle fatture, agli scontrini e alle ricevute fiscali. Le fatture dal 1° gennaio 2019 diverranno elettroniche anche nelle transazioni tra privati, dopo quello che è successo dal 2014 e dal 2015 per le pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda gli scontrini, le ricevute fiscali e tutte le operazioni che alimentano il registro dei corrispettivi l’obbligatorietà della gestione telematica è essenzialmente rinviata tra il 1° luglio 2018 e il 1° gennaio 2020. In effetti, in quest’area il progetto della telematizzazione viene da molto lontano. Questo progetto è partito con la grande distribuzione nel dicembre del 2004; successivamente il legislatore si è occupato del tema con la creazione di specifiche comunicazioni (ad esempio lo spesometro). Nel 2017 la telematizzazione ha riguardato i distributori automatici e nel 2018 i distributori di carburante. Da luglio 2019 (per gli operatori con volume d’affari superiore a 400mila euro) e dal 1 gennaio 2020 per gli altri anche i corrispettivi (come avviene dal 2019 per le fatture) diventeranno obbligatoriamente telematici e dovranno essere giornalmente trasmessi al fisco.

E

E-fattura
È un documento informatico, in formato strutturato, trasmesso per via telematica allo Sdi (Sistema di interscambio) e da questo recapitato al soggetto ricevente. La trasmissione telematica allo Sdi può riferirsi a una fattura singola ovvero ad un lotto di fatture. Il file in formato strutturato Xml per poter essere infatti inviato al cessionario o al committente deve passare attraverso il Sistema di Interscambio, il quale si comporta come un vero e proprio postino elettronico che, al pari della posta cartacea, richiede l’individuazione e l’inserimento del mittente e del destinatario. Una fattura emessa o trasmessa non in formato Xml e non attraverso lo Sdi si considera come non emessa.

Esoneri
Non c’è obbligo di emissione di fattura elettronica nei confronti di soggetti non residenti o non stabiliti nel territorio nazionale. Nei confronti dei soggetti «non residenti identificati in Italia» (tramite identificazione diretta ovvero rappresentante fiscale), vi è l’obbligo di emettere le fatture elettroniche via Sdi oppure di trasmettere l’esterometro. Per il 2019 non devono invece emettere fattura elettronica gli operatori sanitari le cui operazioni sono documentate mediante trasmissione dei relativi dati con il sistema Tessera sanitaria (Sts). Sono invece espressamente esonerati dall’obbligo di emissione (ma potrebbero emetterle) i soggetti passivi che rientrano nel regime fiscale di vantaggio e nel regime forfettario nonché gli agricoltori che applicano il regime speciale agricolo. Non tenute all’emissione sono anche le associazioni sportive dilettantistiche che, per l’esercizio di attività commerciali, hanno conseguito nell’anno precedente ricavi non superiori a 65mila euro.

FATTURA ELETTRONICA, ECCO LA MAPPA DEGLI ESONERI

Esterometro
Per tutte le operazioni attive e passive con soggetti non residenti e non stabiliti, per le quali non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica (e quindi quelle con clienti e/o fornitori Ue o extra-Ue), e con esclusione delle fatture di importazione e di esportazione le quali verranno gestite come informazione direttamente dall’autorità doganale e ad esclusione delle fatture elettroniche ricevute o emesse nei confronti di questi soggetti, bisogna inviare una comunicazione dei dati all’amministrazione finanziaria, con cadenza mensile entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di emissione della fattura attiva ovvero di registrazione di quella passiva.

F

Fatture e corrispettivi
L’agenzia delle Entrate per le sole partite Iva ha aperto una area dedicata del proprio sito web. In questa area l’Agenzia ha messo a disposizione dei soggetti passivi d’imposta una serie di servizi di particolare utilità (consultazione fatture elettroniche, registrazione del proprio indirizzo telematico, generazione del QR code (codice che riporta tutti gli elementi fiscalmente identificativi di un soggetto, conservazione elettronica delle fatture). Anche i privati hanno una propria area riservata nel cassetto fiscale. Il cassetto fiscale ha una valenza anche per le partite Iva, ma l’Agenzia ha cercato di tener separato il cassetto fiscale dall’area fattura e corrispettivi. Anche le deleghe ad operare hanno regole e procedure autonome.

M

Moratoria
Per un periodo di sei mesi per i contribuenti trimestrali (e quindi dal 1° gennaio al 30 giugno 2019) e di 9 mesi per i contribuenti mensili (e quindi sino al 30 settembre 2019), la fattura elettronica potrà essere emessa in ritardo senza applicazione di sanzioni, a condizione che l’emissione avvenga entro il termine di liquidazione dell’Iva di periodo, o comunque le sanzioni saranno ridotte al 20% se la fattura, emessa tardivamente, partecipa alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo. La moratoria opera naturalmente anche nei riguardi del cessionario/committente che non abbia ricevuto e-fattura ovvero abbia erroneamente detratto l’imposta non procedendo alla regolarizzazione con autofattura-denuncia in assenza di fattura elettronica o con ravvedimento operoso.

S

Sistema d’interscambio (Sdi)
L’agenzia delle Entrate tramite Sogei a decorrere dal 2008 ha creato una piattaforma per consentire lo scambio di fatture elettroniche. In effetti, il sistema d’interscambio è lo strumento che consente la veicolazione delle fatture tra fornitore e cliente con notifica della stessa all’agenzia delle Entrate e alla piattaforma dei credit commerciali Pa. Il sistema d’interscambio ha trovato la sua prima applicazione il 6 giugno 2014 quando si avviò l’obbligo della fatturazione elettronica verso lo Stato, le Pa centrali e gli enti a rilevanza nazionale; successivamente al 31 marzo 2015 è stato esteso il suo utilizzo anche all’interscambio di fatture verso le Pa locali. Dal 1° gennaio 2019 è stato esteso il suo utilizzo a tutte le fatture elettroniche tra privati.

EBOOK: LA FATTURA ELETTRONICA

X

Xml
Dal 2019 le fatture tra privati devono essere necessariamente strutturate in un formato unico obbligatorio. Attualmente tale formato è quello Xml definito dalle specifiche tecniche allegato al provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018. Dal 18 aprile 2019, con il recepimento della direttiva 2014/55, lo Sdi (come tutte le pubbliche amministrazioni dei 28 Stati membri) sarà costretto a ricevere anche formati diversi secondo gli standard europei. L’adozione del formato Xml e dei prossimi formati europei costituisce un’opportunità storica di creare un unico linguaggio tra fornitore e cliente. Questo linguaggio unico apre nuovi orizzonti di semplificazione e integrazione tra sistemi fino al 2019 inimmaginabili.

Per saperne di più ----> Fattura elettronica, guida ragionata ai software

Per saperne di più ----> Fattura elettronica, la check list dell'ultim'ora per quasi tre milioni di contribuenti

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