Norme & Tributi

Il tetto di 65mila euro per il forfait? Fuori dai redditi da dipendente

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il quesito del lunedì

Il tetto di 65mila euro per il forfait? Fuori dai redditi da dipendente

Il quesito. Un medico è assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un’azienda ospedaliera. Per questa attività percepisce un reddito superiore a 65mila euro. Allo stesso tempo, però, svolge anche attività privata, con partita Iva e in regime dei minimi. Poiché nel 2019 esce da tale regime, può accedere al forfettario, considerando che è in possesso di tutti i requisiti? Il limite dei ricavi pari a 65mila euro fa riferimento all’attività privata (con partita Iva) o al reddito complessivo?
A.V. - Cosenza

La risposta. Il limite dei ricavi o compensi per applicare il regime forfettario fa riferimento soltanto alle somme percepite in qualità di lavoratore autonomo. In particolare, dopo le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio (145/2018), tale limite è stato elevato a 65mila euro ed è valido per tutti i contribuenti (perché sono stati eliminati i diversi livelli di ricavi o compensi specifici prima previsti per le attività economiche).

Inoltre, la manovra 2019 ha abrogato anche un altro requisito che era in vigore lo scorso anno: il tetto di 30mila euro al reddito da lavoro dipendente o assimilato, che riguardava proprio chi utilizza il forfait per svolgere una “secondo impiego”.

Dunque, nel caso in esame, i redditi incassati quale lavoratore dipendente non vanno più considerati e, pur essendo superiori a 65mila euro, non ostacolano l’applicazione del regime forfettario (cioè la “tassa piatta” del 15 per cento). Fermo restando, naturalmente, il rispetto degli altri requisiti stabiliti dalla legge. Da tenere sotto controllo, in casi come questo, è soprattutto il divieto di svolgere in prevalenza l’attività soggetta al forfait nei confronti del proprio datore di lavoro o di un soggetto a questo riconducibile anche indirettamente (il vincolo vale anche nei confronti di chi è stato datore di lavoro nei due periodi d’imposta precedenti).

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 21 gennaio 2019.

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