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Dossier | N. 287 articoliDossier circolazione stradale

Avete un’auto vecchia? Se ha più di 20 anni il bollo può costare la metà. Ma non per tutti

  • – di Maurizio Caprino

Anche le auto più popolari, se hanno più di 20 anni, possono ottenere la riduzione del bollo al 50%, stabilita dall’ultima legge di Bilancio teoricamente solo per i modelli ultraventennali di rilevanza storica. E l’avvio è reso incerto dalla sua sovrapposizione con quelle regionali, per cui ancora oggi in Lombardia ed Emilia Romagna non si sa quali regole valgano.

L’unica certezza è che per ottenere il nuovo beneficio è inutile affrettarsi a fare la documentazione: chi deve rinnovare il bollo scaduto a dicembre 2018 può pagare la metà solo se aveva già annotato sulla carta di circolazione entro la fine di quello stesso mese il certificato di rilevanza storica (Crs). Chi ha invece scadenza più avanti nell’anno fa ancora in tempo: basta che l’annotazione del certificato (si fa alla Motorizzazione) avvenga entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta precedente (per esempio, entro il 30 aprile prossimo, per chi ha l’attuale bollo con scadenza aprile 2019).

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Il Crs è la prima condizione richiesta dalla legge per poter pagare la tariffa ridotta e apparentemente serve per riservare il beneficio solo a modelli di valore storico, in linea con lo spirito delle agevolazioni che erano state in vigore dal 2001 al 2014. Ma di per sé il Crs non è una condizione selettiva: tramontato l’elenco dei modelli di rilevanza storica, nella prassi il certificato può essere rilasciato anche a vetture di grande serie senza alcuna caratteristica particolare, a patto che siano ben tenute e che il proprietario compili un’autocertificazione. E negli anni molti automobilisti hanno fatto così, per sfuggire ai divieti di circolazione imposti dai Comuni alle vecchie auto per cercare di ridurre l’inquinamento.

Ecco perché oggi il Crs lo hanno anche vetture assolutamente ordinarie. Come la versione base della Fiat Punto prima serie, in cima alla classifica delle più diffuse tra le auto candidate al bollo dimezzato (si veda la scheda in basso a sinistra). Il primo modello di rilevanza storica in classifica è la Panda 4x4, decima. Per trovare le successive bisogna scendere al 41° posto della Lancia Thema e al 44esimo dell’Alfa 164. Della Punto Turbo (142esima) restano solo 4.400 esemplari, quasi quanti la Lancia k 2.0 turbo. Di Bmw 318is, che furono concepite per il mercato italiano, ce ne sono solo 3.400 (177° posto). Poche più delle Alfa Gtv e delle mitiche Lancia Delta integrali (attorno al 200° posto con 3mila unità).

Al momento, la riduzione vale ovunque tranne in Lombardia ed Emilia-Romagna: qui, per chi ha il Crs, c’è addirittura l’esenzione. Per quanto la norma nazionale sembri voler azzerare le eccezioni regionali, finora gli organi politici delle due Regioni stanno cercando di conservarle. Non è escluso che debbano cedere tra qualche mese e bisognerà vedere se in questo caso consentiranno di pagare il 2019 senza sanzioni né interessi.

Nel Lazio, invece, c’è un doppio regime: visto che fino al 2018 la Regione prevedeva una riduzione del 10% per le ultraventennali con Crs, l’agevolazione continua a valere per chi non avrebbe diritto allo sconto nazionale del 50% perché non ha annotato in tempo il Crs. Lo sconto del 50% si calcola sulla tariffa piena nazionale, non su quella ridotta dalla Regione.

La tabella raccoglie tutte le vetture potenzialmente candidate alla riduzione del 50% del bollo auto. Sono tutti gli esemplari immatricolati tra il 1° gennaio 1988 e il 31 dicembre 1997 che risultano ancora circolanti (alla data del 31 dicembre 2017, ultimo dato completo disponibile).
Tendenzialmente, la tabella tiene conto non solo del modello di vettura, ma anche del motore che monta, per cui un determinato modello compare in varie voci non solo perché spesso ha conservato la stessa denominazione anche nelle serie successive ma anche perché gli esemplari di una stessa serie appaiono suddivisi secondo i parametri caratteristici del propulsore (normalmente, la cilindrata, la potenza e il numero di valvole).
Ci sono però righe in cui compare solo il nome del modello. Normalmente, si tratta di tutti gli esemplari ai quali non si riesce ad attribuire un motore, per cui sono voci che possono comprendere vari propulsori. Sono “buchi” dovuti al fatto che all'epoca dell'immatricolazione il funzionamento dell'Anagrafe nazionale dei veicoli era meno perfezionato rispetto a oggi.
Dato che i numeri di ciascun modello sono frammentati tra le varie versioni (specificate o no nella descrizione presente in tabella), può accadere che un modello che ha una versione ai vertici della classifica sia in realtà meno diffuso di altri la cui diffusione è distribuita in modo più uniforme tra varie versioni, ognuna della quali fa quindi registrare numeri più bassi.

AUTOVETTURE CIRCOLANTI VENTENNALI (20-29) IMMATRICOLATE NEL 1988-1997
Circolanti al 31-12-2017