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Dossier Area B a Milano, ok del ministero dei Trasporti al via da fine febbraio

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Dossier | N. 287 articoliDossier circolazione stradale

Area B a Milano, ok del ministero dei Trasporti al via da fine febbraio

Area B potrà davvero partire il 25 febbraio. La zona a traffico limitato, valida nelle ore lavorative dei giorni feriali che per ora bandisce da quasi tutto l’abitato di Milano i mezzi più vecchi e inquinanti e di qui a ottobre 2030 chiuderà gradualmente la città a tutti i diesel, potrà contare su controlli con telecamere: il ministero delle Infrastrutture li ha autorizzati. Ma è solo un ok sperimentale: la questione è ancora controversa e deve essere approfondita. Sullo sfondo, c’è il rischio di ricordi di massa contro le multe, che potrebbero minare l’intera iniziativa.

Il problema
Apparentemente l’unica difficoltà per far funzionare davvero i controlli sta nella necessità di installare telecamere proprio su tutte le strade d’ingresso in città: per una metropoli come Milano sono tantissime e di tutti i tipi. E infatti a regime sono previsti ben 188 varchi di controllo.

Ma l’ostacolo pressoché insormontabile è un altro: la possibilità legale di utilizzare anche solo una telecamera in una situazione di questo genere. Infatti, per ragioni di privacy, non si possono interrogare indiscriminatamente le banche dati (fondamentalmente, in questo caso, l’Anv - Archivio nazionale veicoli - tenuto dalla Motorizzazione): lo si può fare solo per ricavare le generalità dell’intestatario (e così spedirgli il verbale dell’infrazione), non anche per capire se un mezzo è in regola o no.

Nel caso delle normali zone a traffico limitato (Ztl) istituite finora, i Comuni rispettano questo vincolo: hanno un proprio elenco di autorizzati all’accesso (per esempio, i residenti, i mezzi di servizio ed emergenza e chi paga l’eventuale pedaggio, come accade nell’Area B della stessa Milano). Per Area B, invece, la violazione può essere accertata solo disponendo di un elenco delle caratteristiche tecniche di ciascun veicolo immatricolato, presenti appunto nell’Anv.

Ulteriore difficoltà è che l’elenco deve essere continuamente aggiornato. Quindi occorre almeno un collegamento quotidiano con l’Anv, per scaricare i dati dei veicoli immatricolati il giorno prima. Ma così si rischia di violare il Dlgs 250/1999, che detta le regole per i controlli sulle Ztl: l’articolo 5, comma 2, stabilisce seccamente che «gli impianti non sono interconnessi con altri strumenti, archivi o banche dati».

L’autorizzazione provvisoria
Per questi motivi, finora il Comune di Milano non era riuscito a ottenere l’ok del ministero delle Infrastrutture. Ma il 28 gennaio, dopo anni di riunioni, la direzione generale Sicurezza stradale del ministero ha concesso l’autorizzazione per i primi 15 varchi. Sono quelli già installati.

Dal ministero, in risposta alle domande del Sole 24 Ore, precisano che il sistema di controllo automatico cui è stato dato l’ok «si basa sulla costituzione di specifiche black list di tipo statico delle targhe dei veicoli cui l’accesso non è consentito». Un modo per dire che, essendo le liste solo statiche, non c’è una vera e propria interconnessione tra il sistema e l’Anv e quindi non si viola il Dlgs 250/1999. Ma in realtà le liste cambieranno ogni giorno e la formulazione della norma lascia spazio a diverse interpretazioni ed è prevedibile che su queste faranno leva molti ricorsi che verranno presentati da cittadini colpiti dai divieti di circolazione.

Le regole di dettaglio
In ogni caso, forte dell’autorizzazione appena ottenuta, il Comune di Milano sta ora predisponendo le regole di dettaglio per Area B. Sono attesi provvedimenti per i prossimi giorni.

Per esempio, specificherà che cosa s’intende per «acquistati dal 1° gennaio 2019», che è la condizione-tagliola per le molte diesel Euro 6 che non rispettano gli standard post-dieselgate e quindi non si possono fregiare della classificazione «Euro 6D-Temp» o «Euro 6D»: stando alla comunicazione e alle delibere fatta finora dal Comune, potranno circolare fino a ottobre 2028 solo se acquistati prima di quest’anno, perché in caso contrario lo stop scatterà già a ottobre 2025.

Sembra però che il Comune stia per stabilire che in realtà fa fede la data di prima immatricolazione. Quindi anche chi acquista ora un usato (anche km zero) Euro 6A, B o C targato fino al 31 dicembre 2018 potrà utilizzarlo liberamente fino al 2028.

L’autorizzazione definitiva
Per i 173 varchi che mancano per arrivare ai previsti 188 «dovrà essere concessa ulteriore specifica autorizzazione». Non è chiaro se sia solo perché occorre studiare le posizioni esatte in cui installare le telecamere o perché ci sono da definire altri aspetti fondanti. Non solo i dettagli del rispetto del Dlgs 250/1999, ma anche - per esempio - quanto la Motorizzazione percepirà dal Comune di Milano per la fornitura dei dati. Una questione su cui le parti hanno già avuto un contenzioso al Tar anche nel ben più pacifico ambito della notifica delle multe e che verrà regolata da una convenzione attualmente «in corso di sottoscrizione».

(Fotogramma)

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