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Coniugi Renzi, i casi in cui scattano gli arresti domiciliari

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tribunale di firenze

Coniugi Renzi, i casi in cui scattano gli arresti domiciliari

Le misure giudiziarie nei confronti di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi sono state emesse dal gip di Firenze per bancarotta fraudolenta e per emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti . Vediamo i dettagli del provvedimento, eseguito dalla Guardia di finanza, riguardante un imprenditore di Campo Ligure (Genova), con le risposte dell’avvocato Jacopo Antonelli Dudan dello studio ACCMS di Milano.

Le cinque domande:

1) In quali casi scattano gli arresti domiciliari?

Come per tutte le misure cautelari, devono sussistere alcuni requisiti:

in primis, i gravi indizi di colpevolezza;

in secondo luogo, una delle 3 esigenze cautelari previste dal codice, cioè:
1) pericolo di fuga;
2) pericolo di inquinamento probatorio;
3) pericolo di reiterazione del reato.

Non può applicarsi la misura degli arresti domiciliari (né tanto meno la custodia in carcere) se il giudice ritiene, sulla base di un giudizio prognostico, che con la sentenza potrà essere concessa la sospensione condizionale della pena (e quindi, di fatto, se ritiene che la condanna potrà esser contenuta entro il limite dei 2 anni di reclusione).

Ci sono poi altre situazioni che limitano l'applicazione delle misure custodiali, tipo donna incinta o madre di prole di età non superiore a 6 anni convivente con la madre (ma non è questa la sede per approfondire queste specificità)

2) Chi li decide?

Il giudice per le indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero. Può anche capitare che il pm chieda la custodia in carcere e che il Gip disponga la misura (meno afflittiva) degli arresti domiciliari

3) L'applicazione è tassativa o c'è discrezionalità?

Ci sono situazioni in cui determinate misure non possono essere applicate (come detto al punto 1). Ma, al di fuori di questi casi e quando l'applicazione è possibile dal punto di vista codicistico, è sempre discrezionale, perché dipende dalla valutazione del Gip in merito alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e alla sussistenza delle esigenze cautelari e all'adeguatezza della misura chiesta rispetto a tali esigenze.

4) In quale fase della vicenda giudiziaria possono essere usati (indagini, processo, condanna)?

Sempre, in tutte le fasi ma tipicamente nel corso delle indagini preliminari

5) Come ci si difende?

Si può proporre istanza di riesame innanzi al Tribunale del riesame. Il cui provvedimento (se negativo) è ricorribile in Cassazione. Ci si può difendere anche innanzi al Gip che ha emesso la misura, rendendo interrogatorio (il cosiddetto interrogatorio di garanzia che il Gip deve obbligatoriamente effettuare) e chiedendo successivamente, sulla base dei chiarimenti offerti in sede di interrogatorio, la revoca della misura o la sua sostituzione con altra meno afflittiva.

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