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Cessione d’azienda per commercialisti e avvocati, Federnotai:…

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SEMPLIFICAZIONI FISCALI

Cessione d’azienda per commercialisti e avvocati, Federnotai: anche le ditte individuali vanno tutelate sulla legalità

È all’esame della Commissione finanze alla Camera, e dovrebbe essere votata nei prossimi giorni, la norma sul trasferimento d’azienda che potranno svolgere commercialisti e avvocati. La cessione d’azienda estesa ad altre professioni - oltre ai notai - è prevista in un emendamento - il 18.017 - presentato da Carla Ruocco (M5S), presidente della Commissione finanze alla Camera e relatrice della proposta di legge 1074 sulle semplificazioni fiscali - è stata ridimensionato e sarà possibile solo «quando entrambe le parti sono persone fisiche imprenditori individuali». Questo parziale ripensamento è la risposta all’allarme lanciato dai notai, che sulle pagine del Sole 24 Ore (si veda il quotidiano del 3 aprile) hanno ricordato la genesi di una legge introdotta 26 anni fa per contrastare le infiltrazioni mafiose nel tessuto imprenditoriale.
Ora il testo ”riveduto e corretto” attraverso il sub-emendamento 18. 017.1. (primo firmatario il capogruppo della Lega in commissione Finanze, Alberto Gusmeroli, già firmatario dell’emendamento 18.017) non solo limita il potere di trasferimento per commercialisti e avvocati alle ditte individuali, ma prevede anche che queste due professioni nello svolgere l’attività di «autentica e di certificazione operano come pubblici ufficiali».
Ma in pratica cosa significa? «Per essere un pubblico ufficiale – spiega Giovanni Liotta, presidente di Federnotai – si deve avere una delega di funzione che si acquisisce dallo Stato attraverso un concorso pubblico, un passaggio previsto per garantire qualità e terzietà». Non è chiaro però, dalla norma che oggi sarà votata se commercialisti e avvocati saranno tenuti ad acquisire la delega di funzione oppure no. Anche sulla conservazione dei documenti ci sono delle perplessità, i notai hanno un articolato sistema di conservazione e in quanto pubblici ufficiali sono soggetti a precisi controlli, questi controlli saranno estesi anche ad avvocati e commercialisti?
La nuova norma prevede che commercialisti e avvocati «devono conservare gli atti per il medesimo periodo di tempo previsto per quelli rogati dai notai». Ma le regole dei notai (come pure le sanzioni), non possono essere “traslate” su altre professioni, vanno previste regole ad hoc.
«Avvocati e commercialisti sono professioni di parte – prosegue Liotta – immaginare di attribuirgli due funzioni distinte, essere di parte ed essere al contempo un soggetto terzo a garanzia del bene pubblico, è come in un processo accorpare le figure di pubblico ministero e giudice, è evidente che sono due funzioni distinte che devono essere svolte da soggetti diversi. Inoltre – prosegue Liotta – le imprese individuali hanno anche loro il problema del controllo di legalità e devono essere tutelate, perché non c'è una differenza qualitativa tra imprese».

Nel 1993 venne introdotta la cessione tramite notaio per esigente di trasparenza, perché era emerso che i trasferimenti delle aziende commerciali, erano spesso strumentali al lavaggio del denaro sporco; inoltre la presenza di un pubblico ufficiale, con la funzione anche di assistenza legale alle parti, venne prevista per evitare il rischio che l’atto nascondesse “vizi del consenso”.« Se si vuole prevedere una vera semplificazione - suggerisce Liotta - basta tornare alle regole pre 1993 dove si poteva cedere un'azienda come oggi si cede un divano, senza la necessità di un professionista». E senza un Registro imprese.

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