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Migranti, stop al prefetto che espelle prima dell’esame di domanda…

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la cassazione

Migranti, stop al prefetto che espelle prima dell’esame di domanda asilo

Stop alle espulsioni decise dai prefetti, prima che la Commissione territoriale abbia esaminato la domanda di asilo, anche quando a “occhio” il richiedente sembra non avere le carte in regola per ottenerla. Con la sentenza 11309 di oggi, i giudici della Cassazione, nell’esaminare uno dei ricorsi sempre più numerosi contro il no all’accoglienza, hanno accolto la tesi della difesa di un cittadino senegalese espulso dal prefetto, dopo che il questore gli aveva trasmesso gli atti dando una valutazione negativa all’accoglienza. Il provvedimento era stato adottato sulla base di un foglio notizie, compilato dallo stesso richiedente in questura, nel quale spiegava di essere venuto in Italia perché orfano e accusato di furto nel suo Paese.

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Il questore si era informato sulle motivazioni della domanda di asilo e non le aveva trovate sufficienti: il passaggio successivo era stata la trasmissione degli atti direttamente al prefetto per l’espulsione. Per il giudice di pace il provvedimento era corretto: essere orfano e accusato di furto non provava l’esistenza dei presupposti per ottenere lo status richiesto.

Ma per la Cassazione, che annulla l’espulsione, né il questore né il prefetto erano titolati a decidere. Anzi agendo così, gli organi dell’amministrazione «hanno di fatto impedito al ricorrente di ottenere dall’unico soggetto a ciò deputato (la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale) la verifica delle condizioni di ammissibilità (e di eventuale fondatezza) della domanda che egli aveva intenzione (oltre che pieno diritto) di avanzare».

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