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Dossier Reddito di cittadinanza ai disoccupati? Ecco chi potrà beneficiarne

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Dossier | N. 63 articoli Il reddito di cittadinanza: la guida completa 2019

Reddito di cittadinanza ai disoccupati? Ecco chi potrà beneficiarne

L’Inps sarebbe pronto ad estendere il reddito di cittadinanza a chi ha da poco perso il lavoro e non può ottenere il sussidio solo perché l’anno precedente aveva un reddito. Lo ha annunciato il presidente Pasquale Tridico, in un’intervista alla Stampa nei giorni scorsi. «La bozza di provvedimento è sul mio tavolo, spero possa essere discussa in Parlamento al più presto, forse già alla fine di questo mese», spiega. «Si potrà fotografare il reddito corrente, e ciò permetterà ai disoccupati in particolari situazioni, percettori di sussidio di disoccupazione o disoccupati da oltre diciotto mesi, di accedere al reddito».

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La platea interessata alla novità comprende i disoccupati di lunga durata, quelli vicini alla fine del periodo in cui hanno diritto a ricevere l’indennità Naspi e che ricevono un importo tale per cui non rientrano nelle soglie previste per avere diritto al reddito di cittadinanza. Si ricorda infatti che le due misure sono compatibili.

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Quanti potrebbero essere ? In attesa del provvedimento allo studio, si possono fare delle stime sul numero di coloro che dovrebbero veder aumentare l’importo dell’assegno o riuscire a ottenerlo se venisse introdotta la possibilità di utilizzare l’Isee corrente in alcuni casi specifici.

Se consideriamo i disoccupati da oltre 12 mesi, in base ai dati Eurostat, in Italia se ne contano oltre 1,6 milioni (raddoppiati dal 2009 al 2018), un vero e proprio record sullo Scacchiere europeo, in percentuale il 58% di tutti i disoccupati. Anche se la situazione italiana è in miglioramento rispetto al picco del 2014 (quando se ne registrarono quasi 2 milioni) siamo ancora lontani dagli altri Paesi: i disoccupati da oltre 12 mesi sono 350mila in Gran Bretagna, 600mila in Germania, 650mila in Grecia, un milione in Francia. Solo la Spagna si avvicina, con 1,45 milioni di disoccupati di lunga durata al nostro record negativo.

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Visto che il presidente dell’Inps ha parlato di disoccupati da oltre 18 mesi, la platea di persone che potrebbe avere benefici, grazie alle novità allo studio dovrebbe essere inferiore agli 1,6 milioni di disoccupati da oltre 12 mesi.

Un dato più vicino alla realtà potrebbe essere quello dei disoccupati di lunghissima durata (dai 24 mesi in su): in Italia superano di poco il milione. In questo bacino, potrebbero esserci persone che potendo utilizzare l’Isee corrente riuscirebbero ad accedere al reddito di cittadinanza oppure ad avere un importo più elevato.

Come detto la percezione della Naspi, già oggi, non esclude di per sè dal reddito di cittadinanza. Per accedere al reddito sono cinque i requisiti economici da soddisfare: Isee della famiglia entro 9.360 euro; reddito annuo inferiore a determinate soglie; un patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, che non supera i 30mila euro; un patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro (per un single; il rispetto di certi limiti sui beni durevoli (come non possedere un veicolo immatricolato nei sei mesi precedenti la domanda).

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Se rientra in tutti questi requisiti, anche un percettore di Naspi può fare richiesta del reddito di cittadinanza.

Come funziona l’indennità di disoccupazione
La Naspi è corrisposta mensilmente a chi ha perso il lavoro per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni.
La misura del sussidio è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice Istat e reso noto ogni anno dall’Inps (1.221,44 euro per il 2019).
Se la retribuzione media è superiore, la misura della prestazione è invece pari al 75% dell’importo di riferimento annuo stabilito dalla legge (1.221,44 euro per il 2019) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo stabilito dalla legge.

In ogni caso l'importo dell'indennità non può superare un limite massimo individuato con legge e rivalutato annualmente (pari a 1.328,76 euro per il 2019). A partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, all'indennità si applica una riduzione del 3% per ciascun mese

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La durata massima dell’indennità Naspi è di 24 mesi

I DISOCCUPATI
Dai 24 mesi in su nei principali Paesi europei. Dati in migliaia (Fonte: Eurostat)

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