Norme & Tributi

Fisco, errori formali: ecco quali si possono sanare

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le regole dell’agenzia delle entrate

Fisco, errori formali: ecco quali si possono sanare

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L’agenzia delle Entrate, con la circolare 11/E del 15 maggio 2019, detta le regole per la definizione agevolata delle irregolarità formali, di cui all’articolo 9, del decreto - legge 23 ottobre 2018, n. 119. Possono fruire della sanatoria tutti i contribuenti, a prescindere dall’attività svolta, dal regime contabile adottato e dalla natura giuridica. Essi possono regolarizzare infrazioni, inosservanze o omissioni aventi natura formale, commesse in materia di Iva, Irap, imposte dirette e relative addizionali, imposte sostitutive, ritenute alla fonte e crediti d’imposta. Possono, inoltre, avvalersi della sanatoria i sostituti d’imposta, gli intermediari e gli altri soggetti tenuti alla comunicazione di dati riguardanti operazioni fiscalmente rilevanti.

Errori formali sanabili
Si possono definire le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, commesse entro il 24 ottobre 2018, a condizione che le stesse non rilevino sulla determinazione della base imponibile, sulla liquidazione e sul pagamento dell’Iva, dell’Irap, delle imposte dirette e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute alla fonte e dei crediti d’imposta. Ad esempio, sono violazioni definibili:

- la presentazione di dichiarazioni annuali redatte non conformemente ai modelli approvati, tra cui sono comprese le dichiarazioni presentate tramite un ufficio postale da parte dei contribuenti obbligati alla presentazione per via telematica;
-l’omessa o irregolare presentazione delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute, cosiddetto “spesometro”, o delle liquidazioni periodiche Iva;
-l’omessa, irregolare o incompleta presentazione degli elenchi Intrastat;
-l’omessa restituzione dei questionari inviati dall’agenzia delle Entrate o da altri soggetti autorizzati, o la restituzione dei questionari con risposte incomplete o non veritiere;
-l’omissione, incompletezza o inesattezza delle dichiarazioni d’inizio, o variazione dell’attività;
-l’anticipazione di ricavi o la posticipazione di costi in violazione del principio di competenza;
-la tardiva trasmissione delle dichiarazioni da parte degli intermediari;
-l’omessa o tardiva comunicazione dei dati al sistema tessera sanitaria;
-l’omessa comunicazione della proroga o della risoluzione del contratto di locazione soggetto a cedolare secca;
-la violazione degli obblighi inerenti alla documentazione e registrazione delle operazioni imponibili ai fini Iva, quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo;
-la violazione degli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione delle operazioni non imponibili, esenti o non soggette ad Iva, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito;
-l’omesso esercizio dell’opzione nella dichiarazione annuale, sempre che si sia tenuto un comportamento concludente conforme al regime contabile o fiscale scelto.

PER SAPERNE DI PIU’ / Quotidiano del Fisco: definizione errori formali per chiudere le controversie su sole sanzioni

Violazioni escluse dalla sanatoria
Sono escluse dalla sanatoria le violazioni sostanziali, cioè quelle violazioni che incidono sulla determinazione dell’imponibile, dell’imposta o sul pagamento del tributo. Sono, altresì, escluse le infrazioni, le inosservanze e le omissioni afferenti:
-atti divenuti definitivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 119 del 2018, cioè al 19 dicembre 2018;
-atti pendenti al 19 dicembre 2018, ma divenuti definitivi, a seguito di pronuncia giurisdizionale, o per effetto di altre forme di definizione, anteriormente al versamento della prima rata dovuta per la sanatoria;
-atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, cosiddetta voluntary disclosure;
-violazioni sugli obblighi di monitoraggio fiscale (compilazione del quadro RW) e quelle concernenti l’IVIE (imposta sul valore degli immobili all’estero) e l’IVAFE (imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero).
La regolarizzazione, inoltre, non può riguardare le violazioni aventi ad oggetto omessi o tardivi pagamenti di imposte, e, più in generale, le violazioni riferibili al tributo aventi natura sostanziale.

Versamento e rimozione dell’errore
La sanatoria si perfeziona con il versamento delle somme dovute e la “rimozione delle irregolarità od omissioni”. Per fruire della definizione, il contribuente deve versare 200 euro per ciascun periodo d’imposta, suddiviso in due rate di pari importo, scadenti il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020, o in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2019. Il versamento si esegue con il modello F24, indicando il periodo d’imposta cui il versamento è riferito e il codice tributo (PF99), secondo le modalità indicate nella risoluzione 37/E del 21 marzo 2019. Nel modello F24 il contribuente deve indicare il periodo d’imposta che intende definire, tenuto conto che può scegliere quali e quanti periodi sanare. In particolare, per le violazioni commesse in sede di dichiarazione annuale, si deve fare riferimento al periodo d’imposta cui la dichiarazione si riferisce e non all’anno di presentazione della stessa. E’ esclusa la compensazione con i crediti spettanti al contribuente. La rimozione delle irregolarità od omissioni va fatta, al più tardi, entro il 2 marzo 2020 o entro 30 giorni dall’invito dell’ufficio. Così, ad esempio, se il contribuente riceve una lettera di compliance il 5 luglio 2019 con la segnalazione di una violazione formale relativa all’anno 2017, la stessa può essere rimossa al più tardi entro il 2 marzo 2020, purché entro il 31 maggio 2019 sia stata già versata la prima o unica rata per lo stesso anno. Se, invece, la lettera dell’ufficio viene ricevuta il 28 febbraio 2020, il contribuente ha a disposizione 30 giorni per rimuovere la violazione purché il versamento dei 200 euro per il 2017 sia stato fatto in tutto o in parte entro il 31 maggio 2019.

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