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Agazzi: «I rendimenti? Sono più importanti i…

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l’intervista

Agazzi: «I rendimenti? Sono più importanti i tassi di sostituzione»

Imagoeconomica
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Maurizio Agazzi è il direttore generale di Cometa, fondo pensione complementare per i lavoratori dell'industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini e per i lavoratori dipendenti del settore orafo e argentiero. Al fondo sono iscritti 409mila lavoratori, per un tasso di adesione del 40% rispetto alla platea di riferimento; il patrimonio gestito ammonta a 11 miliardi di euro. Agazzi è anche segretario di Assofondipensione, l’associazione che riunisce i fondi pensione negoziali. In questa intervista illustra le sfide che Cometa in particolare e gli altri fondi pensione stanno affrontando in questa fase.

Da tempo si parla della possibilità di coinvolgere i fondi pensione in un progetto di sistema per investire nell'economia reale o in iniziative supportate dalla mano pubblica. Recentemente diversi soggetti tra cui Cometa sono stati coinvolti in un progetto di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. A che punto sono le discussioni?
Siamo stati chiamati all'ottava divisione del Mef che ci ha illustrato le linee generali di questa iniziativa. Abbiamo apprezzato il fatto di essere interpellati e abbiamo chiesto di portare la discussione a livello associativo per dare risposte di sistema, riservandoci ovviamente di analizzare il progetto concreto che necessita ancora di molti passaggi sostanziali. Valuteremo, come sempre, le opportunità nell'interesse degli iscritti e dei loro obiettivi previdenziali.

Il 2018 è stato parco di soddisfazioni in termini finanziari, con ripercussioni negative sui comparti di Cometa. Nel primo trimestre c'è stato un forte recupero ma la volatilità non manca: che messaggio date nelle comunicazioni ai vostri iscritti, per spiegare questi numeri?
Così come non stressiamo quando i rendimenti sono positivi, cerchiamo di spiegare quando sono negativi, tenendo sempre presente quali sono gli obiettivi temporali di un fondo pensione. Abbiamo raccontato i momenti in cui lo spread ha sofferto così come abbiamo descritto le condizioni per cui in alcuni asset si poteva investire. Ogni partita dura 90 minuti e non si possono tirare le somme al 45esimo minuto. Per questo abbiamo voluto focalizzare l'attenzione degli aderenti su quali sono gli obiettivi di un fondo pensione: spiegando cosa è successo e per ricordare le linee di investimento necessari.

Ovviamente l'interlocuzione con i gestori cui affidiamo i mandati è costante: continuiamo a incontrarci, sia sulla tattica che sulla strategia di investimento, per verificare se dal punto di vista tattico - all'interno della convenzione in essere - è possibile contenere volatilità e aver rendimenti. Dal punto di vista strategico ci si interroga continuamente sul percorso attuato. E poi si riflette sempre di più per riportare al centro dell'attenzione il concetto di tasso di sostituzione, ossia la proporzione tra primo assegno pensionistico e ultimo stipendio: perché è il vero e proprio benchmark del secondo pilastro ed è necessario spiegare come raggiungerlo. Con tutte le cautele riguardo gli strumenti illiquidi, cui stiamo guardando con attenzione: non solo per quanto riguarda il rischio di perdere nel breve termine ma anche per il rendimento finale.

Avete calcolato quanti iscritti a Cometa all'incirca potrebbero avere i requisiti per andare in pensione con Quota100?
Noi abbiamo ora circa 9mila aderenti potrebbero essere nelle condizioni per l'anno 2019 per avere quota cento perché hanno oltre 62 anni di età. Nei prossimi tre anni altre 15mila persone potrebbero raggiungerla, su 408mila. La valutazione sarà in capo al lavoratore, nel rapporto della propria azienda e rispetto a quanto prevederà il primo pilastro. Il secondo, ossia i fondi pensione, non ha ancora caratteristiche di consistenza patrimoniale che permettano di produrre una rendita decisiva. Quota100 ci riguarda perché aiuta a concentrare l'attenzione sul tasso di sostituzione, ma dobbiamo dire che, se per la Rita sono state avanzate solo 35 richieste, nessuno dei 400mila iscritti finora ci ha interpellato su Quota100.

Sta per entrare in vigore Iorp2: cosa cambierà per i fondo pensione e per Cometa in particolare?
Va distinto lo spirito della norma da ciò che sono le direttive di Covip in consultazione, che spiegano ciò che la norma pretende e che indicano ai fondi cosa fare per non avere oneri eccessivi derivanti dalla riorganizzazione per fare fronte alle richieste di una governance più evoluta. Iorp2 ci chiama a profondo esame: credo sia davvero importante affiancare alla funzione finanza e investimento una funzione rischi che verifichi e monitori il tutto. La norma è opportunità di crescita e come Cometa vogliamo crescere in questo senso. Stiamo definendo un progetto di risk manager da portare all'interno dell'organizzazione per irrobustire le risorse che si occuperanno di ciò. È necessario procedere ad una revisione dell'attuale funzione di controllo interno per adeguarla a quanto previsto dalla normativa non escludendo il mantenimento della funzione in outsourcing. Occorre però prestare attenzione al trade off costi/benefici: ne stiamo prendendo coscienza nel sistema fondo negoziali, il che è un passaggio fondamentale. Che va vissuto in modo tranquillo ma con determinazione.

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