Studi legali dell’anno 2019

le novità legislative

Norme mirate sull’economia e tendenza a inasprire le pene

di Giovanni Negri


3' di lettura

È ancora il diritto penale dell’economia uno dei settori più effervescenti, ora e in prospettiva, per avvocati chiamati a un aggiornamento continuo. Oltretutto in una chiave che non può essere solo nazionale, ma obbliga sempre più a tenere conto di norme e pronunce internazionali. Tanto più se si considera (si veda l’articolo qui sopra) la risacca penale determinata da anni di crisi economica, con l’accentuarsi delle bancarotte, il moltiplicarsi dei reati tributari, la revisione dei reati contro la pubblica amministrazione. Il tutto in un quadro complessivo che vede il legislatore sempre più tentato dall’utilizzare il diritto penale come risposta immediata alle invocazioni di sicurezza che arrivano dall’opinione pubblica. Di solito con l’inasprimento delle sanzioni.

E così, via con pene più severe per furti e rapine, via (almeno provvisorio) a nuove fattispecie di reato come il revenge porn o la repressione dei matrimoni forzati o, ancora, lo sfregio del viso. Ma via libera anche a una riscrittura della legittima difesa, per restringere i margini di discrezionalità a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Insomma, le linee di tendenza vanno almeno sdoppiate: da una parte il societario, il fallimentare, il fiscale; dall’altra il contrasto alla criminalità più “ordinaria”. Dove alla prima corrispondono temi di riflessione e sviluppo più ampi e stimolanti; alla seconda, interventi normativi frequenti, ma anche abbastanza “rozzi” nelle conclusioni, in larga parte fondate sulla convinzione che un trattamento sanzionatorio sempre più rigido avrà efficaci conseguenze in chiave deterrente.

Con temi trasversali che obbligano l’avvocato a tenere presente un insieme di nuovi elementi per attenuare o azzerare l’impatto per il cliente: dalla causa di non punibilità per tenuità del fatto alla rilevanza sempre maggiore che stanno assumendo le condotte riparatorie. Basti pensare, quanto a quest’ultima, alla possibilità di estinzione del reato introdotta da poco meno di 2 anni, per tutti i casi perseguibili a querela. Insomma, la figura del penalista diventa sempre più quella di un consulente legale a tutto tondo.

Sul versante penale della legge fallimentare, gli avvocati dovranno valutare con attenzione l’entrata in vigore, tra circa un anno, del Codice della crisi, con incentivi per l’imprenditore che si attiva per fare emergere tempestivamente la situazione di difficoltà prima che sfoci nell’insolvenza conclamata. Incentivi che interessano sia la bancarotta semplice, per la quale è sempre possibile comunque l’applicazione dell’esimente per tenuità del fatto, sia quella fraudolenta. Ma in prospettiva potrebbe esserci un intervento, più volte annunciato da parte del ministero della Giustizia, per allineare tutta la parte penale alla rivista parte civilistica.

Corre poi tra il tributario e soprattutto il societario un elemento chiave come quello della coesistenza tra sanzioni penali e amministrative per la medesima condotta. Un tasto sempre più spesso utilizzato in chiave difensiva, che ha preso corpo dopo l’ormai proverbiale sentenza Grande Stevens della Corte dei diritti dell’uomo del 2014: è indirizzato a fare valere il divieto di bis in idem quando la sanzione amministrativa ha connotati talmente afflittivi, per esempio per rilevanza pecuniaria della misura e per le conseguenza “accessorie”, da potere essere di fatto assimilata a quella penale. Ed è stata la Corte europea di giustizia, da circa un anno, a determinare le condizioni alle quali è possibile, in materia di market abuse, l’affiancamento delle misure Consob a quelle penali.

Discorso a parte per la legge “emblema” di questo scorcio di legislatura sul fronte penale, la “spazzacorrotti” (legge n. 3 del 2019), indirizzata a rafforzare la strategia di contrasto ai più significativi reati contro la pubblica amministrazione. E qui, se il legislatore ha disposto un assoluto irrigidimento, ancora una volta, sul trattamento punitivo, escludendo tra l’altro alternative alla detenzione (ma sul punto in particolare della fase transitoria dovrà pronunciarsi la Corte costituzionale), all’avvocato è richiesto un surplus di attenzione, perchè alla maggiore severità corrisponde però anche una chance di sconto per chi deciderà di collaborare con la magistratura.

La ricerca interattiva sugli studi legali dell'anno 2019, per settori e aree geografiche, è disponibile all'indirizzo http://lab24.ilsole24ore.com/studi-legali-2019/

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