Automotive

Northvolt, il campione svedese delle batterie punta a Ipo da 20-30 miliardi

I maggiori azionisti sono la banca d’investimenti statunitense Goldman Sachs e il gruppo Volkswagen, che detiene circa il 20% della società

di Al.An.

2' di lettura

Batterie agli ioni di litio pronte per la Borsa. A partire dal 2022 o nel 2023, i piani per la quotazione dell’azienda svedese Northvolt, coinvolta nel piano di Volkswagen per 6 Gigafactory entro il 2030 (e ordini per 14 miliardi), dovrebbero diventare concreti. Si punta a una valutazione che potrebbe partire da 20 miliardi per arrivare fino a 30.

I maggiori azionisti sono la banca d’investimenti statunitense Goldman Sachs e il gruppo Volkswagen, che detiene circa il 20% della società. Anche Bmw è in gioco, con una quota minore. Un portavoce di Northvolt ha escluso che i tempi siano stretti, ma non ha escluso un’Ipo per il futuro.

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Il numero uno della Northvolt, Peter Carlsson, aveva già raccontato alla rivista economica statunitense Business Insider i suoi ragionamenti sul condurre la società in Borsa prima o poi. Tuttavia gli ultimi round di finanziamento hanno dato all’azienda una certa libertà di movimento. Ai primi di giugno Northvolt ha raccolto 2,75 miliardi di dollari per espandere la capacità della fabbrica che sta costruendo nel nord della Svezia. «Ma in qualche modo avremo bisogno di accedere al flusso di cassa extra che deriva dall’essere quotati», ha detto Carlsson. Il valore della società con i finanziamenti più recenti era salito a poco meno di 12 miliardi di dollari.

La grande richiesta di celle per batterie porta a elevati requisiti di capitale per Northvolt. Le vendite globali di veicoli elettrici dovrebbero aumentare di circa il 70% nel 2021, dopo aver raggiunto quasi 2,5 milioni nel 2020, secondo IHS Markit. La fabbrica di batterie degli svedesi, attualmente in costruzione a Skelleftea, nel nord del Paese scandinavo, è ora progettata per una capacità produttiva annua di 60 gigawattora di accumulo di batterie, di cui fino a 40 gigawattora sono destinati alla Volkswagen e 15 gigawattora alla casa automobilistica svedese Volvo (di proprietà della cinese Geely). Insieme a Volvo, Northvolt vuole costruire un altro stabilimento in Europa con una capacità di 50 gigawattora.

«Northvolt ha raccolto in tutto oltre 6,5 miliardi di dollari per consentire un piano di espansione che porti a oltre 150 GWh di capacità produttiva annua distribuita in Europa entro il 2030», ha affermato la società cofondata dall’italiano Paolo Cerruti. Gli svedesi ambiscono a competere con i campioni asiatici come i cinesi di CATL (numeri uno al mondo) e i coreani di LG Chem. L’obiettivo è una quota di mercato del 25% in Europa entro il 2030.

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