Libero scambio

Norvegia e Cina rianimano i negoziati per l’accordo commerciale

di Gianluca Di Donfrancesco

1' di lettura

Germania, Francia e Italia chiedono a Bruxelles nuove regole per proteggere dalle scorribande dei capitali cinesi i settori strategici e i gioielli tecnologici del Vecchio continente. Trump dichiara un giorno sì e un giorno no guerra commerciale a Pechino, rea di «rubare» posti di lavoro all’America con le sue pratiche commerciali scorrette. E poi c’è la Norvegia, che invece decide di scongelare, dopo sette anni di ibernazione, il trattato di libero scambio con la Cina.

L’annuncio lo ha dato il ministro dell’Industria Monica Maeland. I negoziati erano stati bloccati dalla Cina subito dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace al dissidente Liu Xiaobo, nel 2010. L’anno prima, Liu era stato condannato a 11 anni di carcere per «incoraggiamento all’eversione»: la sua colpa era stata la collaborazione alla redazione di una petizione (nota come “Charter 08”) che chiedeva profonde riforme politiche.

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Liu oggi non può più essere un elemento di frizione tra Oslo e Pechino: è morto di cancro il 13 luglio.

Già lo scorso anno, i due Paesi avevano ristabilito le relazione diplomatiche e a giugno avevano rafforzato la cooperazione nel settore dell’energia, con la sigla di una serie di memorandum d’intesa. Le rispettive delegazioni si incontreranno a fine anno per riprendere le discussioni.

La Norvegia partecipa al Mercato unico comune in quanto membro (insieme a Lichtestein e Islanda) dello Spazio economico europeo, l’area di libero scambio con la Ue.

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