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Borse ai massimi dal 6 marzo, non spaventano le proteste Usa. Il petrolio rivede quota 40 dollari

In una seduta povera di dati economici, gli investitori hanno puntato gli occhi sulla Bce che giovedì dovrebbe annunciare un aumento delle misure pandemiche. In rialzo anche Wall Street, nonostante Trump minacci l'uso dell'esercito contro i manifestanti. A Piazza Affari bene industriali e bancari, realizzi su Diasorin

di Flavia Carletti e Paolo Paronetto

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(REUTERS)

In una seduta povera di dati economici, gli investitori hanno puntato gli occhi sulla Bce che giovedì dovrebbe annunciare un aumento delle misure pandemiche. In rialzo anche Wall Street, nonostante Trump minacci l'uso dell'esercito contro i manifestanti. A Piazza Affari bene industriali e bancari, realizzi su Diasorin


4' di lettura

Chiusura in rialzo per le Borse europee, sostenute dagli acquisti su titoli finanziari, petroliferi e materie prime. I listini del Vecchio Continente hanno aggiornato i massimi dall’inizio di marzo, confermando il trend di recupero nonostante il persistere delle tensioni negli Stati Uniti dopo l’uccisione del 46enne afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto. In una seduta povera sul fronte macroeconomico, è partito il conto alla rovescia per due momenti chiave della settimana finanziaria: giovedì 4 giugno è prevista la riunione della Bce mentre venerdì 5 giugno è in calendario il dato sulla disoccupazione Usa di maggio. A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in progresso del 2,42%, a Francoforte il Dax39 ha fatto ancora meglio, guadagnando il 3,75%, complice anche il fatto che ieri era la Borsa tedesca è stata chiusa per festività, a Parigi il Cac40 è salito del 2,02 per cento. Meno brillante il Ftse100 a Londra, che ha chiuso in progresso dello 0,87 per cento.

Anche Wall Street in rialzo
Chiude in rialzo anche Wall Street (Dow +1,05%, S&P +0,82%, Nasdaq +0,59%) grazie ai segnali di ripresa provenienti dall’economia, duramente segnata dagli effetti della pandemia di coronavirus. Ottimismo che non appare intaccato dai disordini e dalle violenze in molte città statunitensi, dove si allargano le proteste per la morte di George Floyd e nemmeno dalle minacce del presidente statunitense Donald Trump di portare l'esercito nelle strade. Finora, Wall Street ha prevalentemente ignorato le proteste e continuerà probabilmente a farlo, a meno che gli investitori non comincino a temere che possano protrarsi per tutta l'estate, frenando l'economia e assestando un altro duro colpo alla fiducia dei consumatori. Sullo sfondo restano le tensioni con la Cina, anche se la "fase 1" degli accordi tra Washington e Pechino è al momento confermata, nonostante la vicenda Hong Kong; la Cina, però, avrebbe ordinato alle sue aziende di interrompere temporaneamente le importazioni dagli Stati Uniti di alcuni prodotti, tra cui anche i semi di soia e il maiale.

Spread chiude in rialzo a 195 punti, rendimento decennale all'1,55%
Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei. Al termine degli scambi il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il pari scadenza tedesco è indicato a 195 punti base, dai 189 punti del finale di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura all'1,55%, dall'1,50% registrato alla vigilia.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Eni e petroliferi in luce, bene i finanziari. Ancora realizzi su Diasorin
Il settore oil, galvanizzato da un prezzo del petrolio ancora in rialzo grazie all’aspettativa che la riapertura delle attività dopo il lockdown si traduca in ripresa della domanda di energia, ha visto il forte rialzo di Eni (+5,17%), beneficiando anche della notizia del prossimo riassetto della struttura organizzativa con la nascita di due direzioni generali che riporterebbero al ceo Claudio Descalzi.. In evidenza anche i Tenaris (+4,18%) e Saipem (+1,36%). L’unico titoli in rosso nel paniere principale di Piazza Affari è stato Diasorin (-1,43%), ancora colpito dai realizzi dopo la recente corsa. La prospettiva di un rafforzamento di Leonardo Del Vecchio al 20% del capitale continua a sostenere Mediobanca (+2,16%) e Generali (+3,03%), ma tra i finanziari si sono ben comportati anche Unipol (+5,92%) che ha chiuso in testa al Ftse Mib, Banca Mediolanum (+3,7%) e Intesa Sanpaolo (+2,85%).

L'euro tocca quota 1,118 dollari, sui massimi dal 10 marzo
Sul mercato dei cambi, euro in rafforzamento a 1,1185 dollari (1,1121 ieri in chiusura) e a 121,41 yen (119,71). La divisa giapponese è debole anche nei confronti del dollaro e viene indicata a 108,55 (107,57). Guadagna posizioni la sterlina sulla prospettiva di un incontro tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il premier britannico Boris Johnson sulla Brexit: una sterlina vale 1,2538 dollari e passa di mano a 0,8914 per un euro.

Petrolio ancora in rialzo, Brent punta a 40 dollari
In chiusura dei mercati europei, sale, il prezzo del petrolio: il future luglio sul Wti guadagna l’1,44% a 35,95 dollari al barile, mentre la consegna agosto sul Brent si attesta a 39,02 dollari (+1,83%). Il greggio ha beneficiato dell'ottimismo sul recupero della domanda e la fine del lockdown che spinge gli acquisti. A favorire gli acquisti, ci sono anche le scommesse sull’imminente riunione dell'Opec+: il mercato si aspetta un'estensione delle attuali restrizioni, probabilmente per due o tre mesi, anche se apparentemente non è stata ancora presa alcuna decisione in quanto l'Arabia Saudita dovrà forzare la mano alla Russia per concordare questa estensione.

Conto alla rovescia per la Bce
Sui mercati è ormai un conto alla rovescia, verso la riunione della Bce di giovedì 4 giugno da cui si aspettano molto. In media, analisti e operatori si aspettano un aumento del piano di acquisti pandemici di titoli (quello chiamato Pepp) di 500 miliardi, che si sommerebbero ai 750 già in essere, oltre a un prolugamento oltre la scadenza attuale di dicembre 2020.Gli economisti sono convinti poi che la Bce annunci la volontà di reinvestire i proventi derivanti dai titoli acquistati con il piano Pepp quando arriveranno a scadenza, cosa oggi non prevista. Attualmente il piano Pepp prevede infatti che quando un titolo scade, la Bce non usi i soldi incassati per comprarne un altro, come invece avviene per il tradizionale quantitative easing. Ebbene: sul mercato ci si aspetta che questo potrebbe cambiare. Infine, si scommette anche sull'allargamento della platea dei titoli acquistabili anche ai bond “spazzatura”.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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