Business

Notizie e business reali sono realtà aumentate

di Marco Consoli


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3' di lettura

Portare le notizie letteralmente nelle case dei lettori. È questa la missione annunciata dal New York Times, che ha deciso di sfruttare la realtà aumentata per coinvolgere il pubblico sempre più distratto: il primo esperimento è stato quello di riprodurre quattro atleti americani impegnati nelle Olimpiadi invernali raccontati in un articolo (http://nyti.ms/2FQqVrd). Così chi legge può poi visualizzarli in salotto, ruotandovi attorno per scoprire una serie di contenuti aggiuntivi. L'iniziativa è possibile grazie ad ARKit, il kit di sviluppo per esperienze di realtà aumentata lanciato lo scorso settembre da Apple per i suoi dispositivi mobili. Nei pochi mesi trascorsi da quando Apple ha aperto la strada della realtà aumentata per tutti, sono state prodotte migliaia di app. Le più scaricate sono quelle che consentono di “vedere” i prodotti tridimensionali come se fossero davanti ai propri occhi, prima di acquistarli. Ad esempio Ikea ha lanciato Place, con cui si può posizionare una poltrona, un tavolino, uno sgabello in casa e vedere se si accorda con il nostro arredamento. Una strada seguita anche da Amazon, che rende così più accattivante e consapevole la scelta nel suo sconfinato catalogo, e dalla catena di supermercati americana Target. Teoricamente grazie alla realtà aumentata si può sostituire anche la visita dal concessionario, come dimostrato da Porsche AR, con cui si possono visualizzare i bolidi davanti a sé.

Le potenzialità aperte dal software di Apple, e dal suo omologo ARCore per Android, sono innumerevoli e lasciate come sempre all'immaginazione di chi realizzerà le app, ma sono rese possibili anche dalla potenza dei nuovi smartphone e dagli obiettivi come quelli di iPhone X capaci di misurare con accuratezza le distanze negli spazi inquadrati, in modo da riuscire a sovrimporre in maniera precisa e credibile le immagini digitali: non a caso tra le app disponibili ci sono quelle per misurare ambienti e oggetti come AR MeasureKit. Ma in fatto di possibili applicazioni è la fantasia a farla da padrone, come dimostra Dance Reality, corso di danza in cui si impara seguendo passi sovrimpressi sul pavimento, o AR Runner, che trasforma una sessione di jogging in una corsa degna di un gioco. E sono proprio i videogame a farla da padrone nel catalogo, anche se nessuno ha ancora costruito la killer application in grado di coinvolgere milioni di persone. Ci proverà Niantic, la società americana che ha già scatenato un putiferio globale con Pokémon Go, generando un fatturato di 1,2 miliardi di dollari, e ha ora annunciato che riempirà entro il 2018 le strade di tutto il mondo con Harry Potter: Wizards Unite, in cui si dovrà combattere insieme ad altri aspiranti maghi a colpi di incantesimi contro creature maligne.

A migliorare ulteriormente la tecnologia dovrebbe essere la nuova versione di ARKit che arriverà con l'aggiornamento del sistema operativo e permetterà di riconoscere oltre al pavimento anche superfici verticali, rendendo così possibile un'interazione con i muri delle immagini digitali, che saranno ora disponibili in full HD. Inevitabile immaginare che presto anziché chiamare un tecnico per fare una riparazione in casa avremo un'app che ci indica dove e come intervenire. D'altronde la designer Isil Uzum ha creato un manuale della casa per gli ospiti di AirBnb: anziché farci spiegare dov'è la manopola del riscaldamento dal padrone di casa potremo scovarla sul display dello smartphone. Anche se molte app funzionano pure sullo schermo più ampio di un iPad, inquadrare gli oggetti virtuali con un tablet o uno smartphone alla lunga rende l'esperienza meno coinvolgente. Ecco perché molti pensano che in futuro le app si vedranno su occhiali smart come Microsoft Hololens o Magic Leap. Il settore è in fermento: da una parte c'è chi come Intel sta lavorando a occhiali leggeri, simili a quelli da vista, in grado di far vedere informazioni minime sulle lenti, come le notifiche dello smartphone, dall'altra chi pensa che per applicazioni business sarà inevitabile indossare caschetti più ingombranti. L'ultimo che abbiamo potuto provare è il visore Meta 2, della californiana Meta: pensato per applicativi professionali, come il software di progettazione e simulazione Solidworks, non solo offre un angolo di visuale di 90 gradi, pari al doppio del concorrente Microsoft, ma ci ha permesso di usare le mani per selezionare, modificare, prendere e spostare in maniera semplice e intuitiva una motocicletta virtuale nell'ambiente reale circostante. Le sorprese della realtà aumentata sono appena cominciate.

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