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Anche la Cgil dice sì alle assise sulla crescita

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Questo articolo è stato pubblicato il 29 maggio 2010 alle ore 08:03.

Giorgio Pogliotti
ROMA
Sulle assise per la crescita il sindacato si ricompatta. Nonostante le forti divisioni esistenti tra la Cgil (che sciopererà da sola contro la manovra, probabilmente il 25 giugno) con la Cisl e la Uil, i tre leader sindacali si sono detti d'accordo a partecipare all'incontro che, secondo la proposta del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, dovrebbe tenersi entro l'estate.
Ieri sono proseguiti i contatti informali e i sondaggi per verificare le disponibilità, con l'obiettivo di entrare nel vivo dopo il rientro dalla missione in Cina, nella prima decade di giugno. Al tavolo la Cgil ha già fatto sapere che ci sarà. Del resto proprio il segretario generale, Guglielmo Epifani, al congresso di Rimini ha insistito sulla necessità di uscire dall'angolo e di recuperare la capacità progettuale di un sindacato che deve considerare la contrattazione la propria ragion d'essere, e non la conflittualità. «Ben venga ogni occasione di confronto su come governare la crisi e immaginare il futuro – sostiene la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso –. Confindustria guarda alla crescita e quindi punta alla coesione sociale, con un'iniziativa tesa ad unire, nonostante i punti di vista siano differenti su molteplici temi. È un atteggiamento diverso da quello del governo che, invece, mira a dividere il sindacato». La Cgil frena sui tempi della proposta unitaria, giudicando l'estate una scadenza troppo ravvicinata: «È importante anzitutto immaginare un percorso comune – continua la Camusso – per poi cercare una convergenza, non credo convenga fissare scadenze ravvicinate su un tema così delicato. Penso piuttosto a un lavoro "in progress" che parta dalle proposte di ciascuno. Noi abbiamo le nostre sulla crescita, sulla qualità dell'occupazione, sulla formazione».
Quanto alla Cisl, Raffaele Bonanni ieri dalla Fiera della contrattazione che si è svolta a Sesto San Giovanni ha confermato di «apprezzare molto la proposta di Confindustria», trattandosi di «un'iniziativa che abbiamo più volte sollecitato, convinti della necessità che le parti sociali si facciano carico di elaborare una ricetta comune su come uscire dalla crisi». Ieri Bonanni ha invitato anche gli artigiani e le piccole e medie imprese a sostenere questa proposta. Per il leader della Cisl i temi da affrontare sono quelli della flessibilità contrattuale per sostenere la crescita di produttività e salari, la partecipazione, la competitività e il fisco. Bonanni, tuttavia, ha fissato un paletto: «Il dialogo deve partire dal nuovo sistema contrattuale che rappresenta la cornice di riferimento».

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Tags Correlati: Attività sindacale | CGIL | Cisl | Confindustria | Emma Marcegaglia | Guglielmo Epifani | Luigi Angeletti | Paolo Pirani | Raffaele Bonanni | Susanna Camusso | Uil

 

Per la Uil, Luigi Angeletti all'assemblea di Confindustria si è subito detto d'accordo con la proposta. «Siamo in presenza di una crisi molto pesante – spiega il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani – serve la massima coesione politica e soprattutto sociale. Ebbene la proposta di Confindustria si muove proprio nel filone della coesione». Quanto ai temi da portare al centro del confronto, Pirani indica quello della «produttività, con misure volte a favorire la crescita sulla scia di alcuni segnali che arrivano dalla manovra», come «l'esenzione dall'Irap per lo start-up delle imprese al Sud e gli incentivi sui premi di produttività». Riferendosi alla Cgil, Pirani lancia un monito: «Non si tratta di fare manifesti su sviluppo e produttività – sostiene –. Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità, decidendo che ruolo intende giocare nella partita, poiché la via della coesione e della collaborazione esclude gli scioperi alla greca».
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