Il Sole 24 Ore
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Tremonti firma, commissariata la banca di Verdini

Rossella Bocciarelli



ROMA
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha firmato ieri sera il decreto di commissariamento del Credito Cooperativo fiorentino. Lo ha reso noto il Tesoro, spiegando che «la proposta di commissariamento, formulata dalla Banca d'Italia, è arrivata ed è stata protocollata nella giornata di mercoledì 21 luglio presso la segreteria del Cicr».
La Banca d'Italia aveva infatti avviato la procedura ex articolo 70 del testo unico bancario già sei giorni prima delle dimissioni del suo presidente Denis Verdini, il coordinatore nazionale del Pdl indagato per corruzione, con una delibera firmata dal Governatore Mario Draghi e dall'intero vertice di via Nazionale, trasmessa come proposta il 21 luglio al ministro dell'Economia, al quale la legge conferisce il potere di disporre con decreto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo delle banche, quando ricorrano particolari condizioni, accertate da via Nazionale.
A chiarire che le autorità di controllo avevano operato senza indugi aveva provveduto, del resto, un comunicato di via Nazionale diffuso ieri sera alle 19: «In relazione ai risultati degli accertamenti ispettivi di vigilanza condotti presso il Credito cooperativo fiorentino - Campi Bisenzio - società cooperativa, la Banca d'Italia, con delibera adottata all'unanimità dal Direttorio il 20 luglio u.s. ha proposto al ministro dell'Economia e delle finanze la sottoposizione dell'azienda alla procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nell'amministrazione e gravi violazioni normative, ai sensi dell'art. 70, Comma 1, lett. A), del testo unico bancario». I risultati dell'ispezione di vigilanza, i cui risultati sono già stati trasmessi ai magistrati, configuravano evidentemente una situazione grave nella conduzione della banca, finita nell'occhio del ciclone soprattutto per i rapporti con la Btp di Riccardo Fusi (anch'egli coinvolto nell'inchiesta per gli appalti sulla scuola marescialli di Firenze).
In tempi recenti, il provvedimento di amministrazione straordinaria più noto ha riguardato il Gruppo Delta (maggio 2009); ma analoghe misure, sempre su proposta Bankitalia, hanno interessato la BCC di Cosenza, Mantovabanca Credito cooperativo, la BCC di Cagliari.
In base alla legge, si procede in questo modo in due casi: quando si riscontrano gravi irregolarità nell'amministrazione, ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l'attività della banca; il secondo caso è quando si profilano gravi perdite del patrimonio, anche solo previste (ma il comunicato di Bankitalia non fa riferimento a quest'ultimo aspetto). Adesso, una volta disposto lo scioglimento degli organi amministrativi e di controllo, la nomina dei Commissari e del Comitato di Sorveglianza spetta esclusivamente alla Banca d'Italia.
Il Testo unico bancario, peraltro, contiene anche un'altra alternativa tecnica, per tutelare gli interessi dei depositanti in caso di crisi, ovvero la "gestione provvisoria" della banca, provvedimento a cui si fa ricorso quando vi siano "ragioni di assoluta urgenza",e che, per questo motivo, può essere adottato autonomamente dalla Banca d'Italia, ma solo per un periodo massimo di due mesi. Tesoro e Bankitalia hanno ritenuto preferibile percorrere la prima strada e anche il ministro Tremonti ha tenuto a far sapere di non aver perso tempo nel prendere la sua decisione: «La pratica – dice la nota di via XX settembre – è stata immediatamente istruita dagli uffici ed è stata siglata dal direttore generale del Tesoro – segretario del Cicr – nella giornata di venerdì. Lunedì 26 luglio è stata ritrasmessa al Gabinetto del ministro per la firma. Martedì il ministro ha firmato il relativo decreto». Messaggi rassicuranti sulla salute del Ccf erano giunti nel pomeriggio della federazione toscana delle Banche di credito cooperativo. Da Roma aveva invece insistito per il commissariamento Elio Lannutti, presidente fondatore dell'Adusbef, ora capogruppo in commissione Finanze per l'Idv al Senato.
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L'ISTITUTO



La Cassa rurale
Il Credito cooperativo fiorentino viene fondato a Campi Bisenzio nell'aprile
1909 come Cassa rurale
e artigiana, diretta emanazione dell'associazionismo cattolico.
La crescita
È graduale, fino alla svolta dell'inizio degli anni 90, quando Denis Verdini arriva alla presidenza. Inizia infatti una fase di espansione, con l'apertura nel 1993 della prima filiale fuori da Campi Bisenzio, a Calenzano, e della prima filiale a Firenze nel 1996
Oggi
La banca conta sette filiali, più di mille soci e una settantina di occupati. Il bilancio 2009 segna una crescita della raccolta diretta (42,7 milioni), e degli impieghi lordi (50,5 milioni), mentre cala l'utile netto (241 mila euro).
Il commissariamento
Il 20 luglio Bankitalia avvia la procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nell'amministrazione e gravi violazioni normative