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Bertone conferma la «sintonia», Bagnasco assente

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 dicembre 2010 alle ore 06:39.


CITTÀ DEL VATICANO
Pubblicamente ha ostentato sicurezza per il suo futuro politico, nei colloqui più defilati ha dichiarato apertamente ottimismo per l'esito del voto parlamentare del 14 dicembre. Silvio Berlusconi, nel pranzo di ieri a palazzo Borromeo con i nuovi dieci cardinali italiani ordinati il 20 novembre scorso da Benedetto XVI, non ha lasciato spazi a tentennamenti.
Al segretario di stato, cardinale Tarcisio Bertone, e a tutti gli altri porporati ha detto chiaramente che «da parte mia non verrà mai nulla contro la Chiesa». Il pranzo era stato fissato una decina di giorni fa, quando la data del 14 era già nota, e la presenza di Bertone (che non ha visto a quattr'occhi il Cavaliere) è stato il segnale chiaro di sostegno del Vaticano al governo di centro-destra che, come ha detto il segretario di Stato nel discorso durante il pranzo, «va ringraziato per aver svolto un'azione che ha tenuto in gran conto le istanze della Chiesa, in un contesto di relazioni pacificate». Una posizione che conferma la sintonia d'Oltretevere con il Pdl, e che rimarca la volontà della Santa Sede di avere un ruolo forte nelle relazioni con la politica.
In questa chiave va con ogni probabilità letta l'assenza dal pranzo del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: i vescovi da tempo esprimono critiche all'esecutivo su vari temi, tra cui spicca la politica sull'immigrazione, ma anche sulla "moralità" di chi ricopre incarichi pubblici. Dentro la Chiesa c'è comunque accordo contro Fini: troppo laicista, meglio che stia fuori da compagini governative. Al posto di Bagnasco era presente il segretario generale, Mariano Crociata, che ha accuratamente evitato di esprimere giudizi o posizioni.
A palazzo Borromeo, sede dell'ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, c'era una buona fetta del governo, con i ministri Franco Frattini, Giulio Tremonti, Angelino Alfano, Paolo Romani, Maria Stella Gelmini, Raffaele Fitto e il sottosegretario Gianni Letta. Non erano presenti ministri leghisti, ma a quanto risulta i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli dovrebbero incontrare a breve Bertone. Tremonti – da tempo in forte sintonia con la Santa Sede e in rapporti diretti con il Papa – ha parlato di sostegno alle famiglie con riferimenti anche al "quoziente", argomento a cui i porporati sono molto sensibili, mentre non sarebbero stati fatti riferimenti espliciti all'insegnamento cattolico, anche se il governo può presentare alla Chiesa un risultato non da poco, visti i tempi di magra: nei conti statali di fine anno sono stati ripristinati i fondi alla scuola privata. Il ministro Frattini si è soffermato sulla difesa dei cristiani perseguitati nel mondo e ha riferito a Bertone del suo recente viaggio in Iraq, dove è in atto una vera e propria strage continua. Al ministro Gelmini, invece, in disparte è scappata una battuta: gli studenti che protestano per le strade, ha detto, «sono tutti dei fuori corso».

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Tags Correlati: Antonio Zanardi Landi | Borromeo | Chiesa Apostolica Romana | Comitato Esecutivo | Governo | Italia | Mariano Crociata | Maria Stella Gelmini | PDL | Roberto Calderoli | Russia | Silvio Berlusconi | Tarcisio Bertone | Umberto Bossi

 

All'esordio dell'incontro il premier ha ringraziato l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi, che tra una settimana andrà a guidare la rappresentanza diplomatica di Mosca (nuovo ambasciatore nominato è Francesco Greco), «dal mio amico Putin». A questo proposito il premier ha detto che è criticato «perché cerco di portare la Russia in ambito europeo e occidentale, facilitando anche i rapporti con la Santa Sede» e contribuire così, attraverso i buoni rapporti con il patriarca ortodosso Kirill, a creare le condizioni per un viaggio del Papa a Mosca. Al termine un regalo del Cavaliere: ad ognuno dei dieci cardinali una preziosa croce pettorale.
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