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Questo articolo è stato pubblicato il 21 marzo 2011 alle ore 17:43.

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A leggere quel comunicato pieno di rabbia, alla vigilia del voto sul maxiemendamento al milleproroghe, il finale della sua liaison con il Pdl, abbandonato per passare alla corte di Gianfranco Fini, si sarebbe potuto immaginare. «Siamo stufi di essere trattati come classe dirigente che pone problemi alla nazione, come se volessimo difendere gli abusivisti o andare contro la magistratura». Perché a Luigi Muro, classe 1960, avvocato e per nove anni sindaco di Procida, lo stop all'ennesima sanatoria contro le case abusive proprio non è andato giù.

Il pressing di Gasparri alla vigilia del voto sul milleproroghe
Una moratoria fino al 31 dicembre 2011, annunciata e promessa anche a procidani e ischitani, avrebbe dovuto infatti trovare spazio tra le pieghe del milleproroghe e alla fine è stata espunta dal provvedimento. Con buona pace di Muro, che pensava di aver già in tasca la vittoria e che invece ha dovuto subire il pressing del Pdl, sceso in campo per convincerlo a votare i nuovi ordini della maggioranza. Così sul suo cellulare è arrivata addirittura una telefonata di Maurizio Gasparri che ha usato tutte le frecce al suo arco per ottenerne l'assenso.

Il passaggio all'assemblea di Fli: sono qui perché ho seguito il cuore e il cervello
Ma Muro non si è piegato e ieri ha ufficializzato il passaggio tra le fila di Futuro e libertà presentandosi all'assemblea nazionale del partito. Unico berlusconiano tra i finiani che lo hanno guardato con sospetto per diverse ore salvo poi scoprire, a metà mattinata, che sarebbe stata la ciliegina sulla torta del giorno. «La mia è una scelta non di mero calcolo, ma di riflessione politica. Al cuore non si può comandare - ha spiegato così ai suoi nuovi compagni di partito -. Il mio cuore e il mio cervello mi hanno imposto di venire in Fli. Non so se sarò rieletto deputato, ma non l'ho fatto fino a 50 anni posso anche non farlo più».

Alla Camera solo dopo tre tentativi
In effetti allo scranno di Montecitorio Muro ci è arrivato in tarda età, al terzo tentativo. Visto e considerato che già nel 2006 si era candidato nelle liste di An, ma non era riuscito a tagliare l'agognato traguardo. Poi, nel 2008, nuovo tentativo e nuova batosta: secondo dei non eletti nella circoscrizione Campania 1. Ora, finalmente, la meta tanto ambita è stata centrata subentrando a Domenico De Siano, consigliere regionale eletto nelle scorse amministrative, chiamato a optare tra la Camera e il parlamentino campano, dove De Siano aveva annunciato di voler passare sin dai tempi del voto di fiducia sul governo Berlusconi. Una dichiarazione consegnata alle cronache solo pochi giorni prima del B-day e che aveva scatenato nel Pdl la convocazione immediata di un vertice tra i maggiorenti del Pdl campano, guidati dall'ex sottogretario Nicola Cosentino e preoccupati del possibile avvicendamento.

L'amicizia di lunga data con Italo Bocchino
Perché le simpatie politiche di Muro erano storia nota già prima del suo arrivo alla Camera tanto che, davanti alla minaccia di addio di De Siano, era stato sempre Gasparri a muoversi per sondarne gli umori in vista del possibile subentro. L'incontro non aveva sciolto il nodo della fedeltà di Muro a Silvio Berlusconi, ma tutti dentro e fuori il Pdl hanno sempre saputo dell'amicizia di lunga data tra l'ex sindaco di Procida e il vicepresidente di Fli Italo Bocchino. Che è sempre stato un grande sponsor dell'avvocato napoletano, iscritto ad Alleanza nazionale già nel 1994 e vicesindaco di Procida l'anno dopo, prima di approdare sulla poltrona di primo cittadino dove è rimasto ininterrottamente dal 1996 al 2005. Poi, il passaggio al Consiglio regionale fino al 2009 quando si dimette per assumere l'incarico di assessore provinciale a Napoli con delega all'edilizia scolastica e alla risorsa mare. «Sono - dice di sé - un umile rappresentante di una classe dirigente del sud che non vuole prebende». Ma solo una nuova sanatoria contro gli abusi edilizi.

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