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Questo articolo è stato pubblicato il 09 aprile 2011 alle ore 08:11.

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MILANO
C'è una vera e propria squadra, affiatata, dietro alla nuova Mediobanca. Se alla ribalta delle cronache si trovano quasi quotidianamente, malgrado la storica ritrosia ad apparire, tipica della casa, il presidente Renato Pagliaro e l'amministratore delegato Alberto Nagel, il team di vertice di Piazzetta Cuccia vede come protagonisti principali anche altri tre giovani (età media 45 anni) banchieri: Saverio Vinci, Massimo Di Carlo, Maurizio Cereda.
Vinci (classe 1962) è direttore generale, con delega ed esperienza concentrate soprattutto nell'area mercati. È il braccio destro di Nagel ed era considerato un pupillo dell'ex ad Vincenzo Maranghi. Forse per la sua responsabilità nell'area mercati, che richiedeva contatti quotidiani con Maranghi, Vinci era spesso la persona che l'ex "capo" riceveva per ultimo, a tarda ora.
Di Carlo (classe 1963) è l'uomo del lending e del financing, quello che guida i crediti della banca, mentre Maurizio Cereda (1964) è a capo del corporate finance e del merger and acquisition. Tutti, tranne brevissime esperienze post-laurea, sono praticamente nati e cresciuti in Mediobanca dove lavorano da vent'anni.
Un team che funziona, affiatato, anche se fuori dalla banca non si frequentano. Le occasioni di tensione all'interno del gruppo non sono mancate. Talvolta per questioni legate al business, altre volte in occasione delle "promozioni". Quando la governance reintrodusse la figura dell'amministratore delegato, Nagel e Pagliaro erano direttori generali. I soci scelsero Nagel, creando qualche malcontento. Ma quando Cesare Geronzi un anno fa lasciò la presidenza, fu Nagel a proporre che Pagliaro fosse presidente. Di fatto, i due eredi della vecchia Mediobanca hanno sempre continuato a lavorare dedicandosi ognuno alle aree di propria competenza. Altra occasione di delusione interna, quando Nagel decise di nominare un direttore generale. Scelse Vinci, ma anche Di Carlo e Cereda pensavano di meritarlo. Eppure il team è andato avanti e ha continuato a funzionare. Facendo "blocco" in più di un'occasione. Come quando, dopo l'arrivo di Geronzi alla presidenza di Mediobanca, i soci – proprio su spinta del banchiere romano – decisero di passare dalla governance duale al sistema monistico con un consiglio di amministrazione tradizionale.
Ipotesi che i manager non aveano gradito affatto. Furono giornate di alta tensione e i cinque banchieri arrivarono, si dice, a minacciare le dimissioni in blocco se la nuova governance non avesse messo i manager in grado di poter operare in autonomia. Una trattativa durissima, che si risolse a favore di Nagel & C. Fu allora che nacque la nuova governance, che poi è quella attuale, con l'inserimento dei cinque banchieri nel consiglio di amministrazione. E con una presenza di spicco nei vari comitati consiliari, da cui passano le decisioni di rilievo.
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IL NUMERO

1946
L'anno di fondazione
Mediobanca fu fondata da Enrico Cuccia nel 1946 con l'obiettivo di facilitare la ricostruzione necessaria dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Uno dei punti fermi del fondatore era il mantenimento dell'indipendenza del management rispetto agli azionisti: una consuetudine che si è mantenuta negli anni e che è propria anche dell'attuale team di vertice. Nei momenti di tensione il management non ha esitato a fare «blocco» per opporsi a pressioni ritenute indebite o troppo forti.
LA SQUADRA
Francesco Saverio Vinci
Classe 1962, è direttore generale, con delega ed esperienza concentrate soprattutto nell'area mercati. È il braccio destro di Nagel ed era considerato un pupillo dell'ex ad Vincenzo Maranghi
Massimo Di Carlo
Nato nel 1963, laureato alla Bocconi, è Vice Direttore Generale dal marzo 2006 e membro del consiglio di amministrazione da ottobre 2008. È presidente del cda di Mediobanca International (Luxembourg) S.A.
Maurizio Cereda
Classe 1964, è Vice Direttore generale dal 2007. Nominato nel novembre del 2003 co-head dell'area Coverage and Corporate Finance, dal 2006 è responsabile dell'area Corporate Finance e Coverage Large Corporate

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