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Questo articolo è stato pubblicato il 25 aprile 2011 alle ore 10:00.

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Celebrazioni del 25 aprileCelebrazioni del 25 aprile

Le riforme devono essere fatte «senza mettere in forse quei principi, quella sintesi di diritti e di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha sancito nella sua prima parte»: lo ha detto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel suo intervento all'Altare della Patria in occasione della cerimonia per il 66esimo anniversario del 25 aprile, assieme ai ministri dell'Interno, Roberto Maroni e della Difesa, Ignazio La Russa (fischiato all'inizio delle celebrazioni ufficiali).

«Si proceda alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato - ha aggiunto Napolitano - ma «lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali, in cui tutti possono riconoscersi». «Non facciamo prevalere il cieco e acceso scontro», ha detto ancora il presidente della Repubblica, nonostante ci sia già un clima elettorale. «Bisogna tenere fermo ciò che ci unisce e che ci tiene uniti come italiani», ha ribadito.

Nuovo senso di responsabilità nazionale
Napolitano ha poi auspicato «un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza» per «affrontare le sfide di oggi e del futuro». «È questa
consapevolezza che abbiamo sentito esprimersi nelle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità d'Italia, lo scorso marzo».

Medaglia alla memoria di Mario Pucci, ucciso a vent'anni nel 1938
Celebrazioni in tutta Italia per la festa della Liberazione e, sempre all'Altare della Patria, Giorgio Napolitano ha consegnato una medaglia d'oro al Valor Civile alla memoria di Mario Pucci, giovane fiorentino ucciso nel 1938 dai fascisti per non aver voluto tradire un gruppo di amici che avevano fatto un volantinaggio contro il regime.

Festeggiamenti con polemiche
Festeggiamenti tra le polemiche dopo i manifesti di stampo fascista comparsi a Roma e i vandalismi in provincia di Milano e Rieti. A Livorno, invece, una trentina di simboli tra stelle a cinque punte e falce e martello sono comparsi la notte scorsa sulle facciate di alcuni palazzi di via Magenta, nel centro di Livorno. La strada questa mattina è al centro delle celebrazioni di oggi per la festa della Liberazione. Le scritte, vergate con vernice rossa, sono già state cancellate dagli addetti dell'amministrazione comunale dopo la segnalazione di vigili urbani e Digos.

La Russa: Italia libera, impegno di tutti
In un messaggio alle Forze armate il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha sottolineato come la Liberazione fu resa possibile «dall'impegno collettivo di tutto il popolo italiano», e le Forze armate italiane vi giocarono un ruolo «centrale» dando un «contributo generoso e imponente». «Ugualmente importante - ha aggiunto il ministro - è stato sia il contributo fornito dagli uomini con le stellette alla lotta partigiana in Italia e all'estero, sia il comportamento esemplare di migliaia di militari, di ogni ordine e grado, che nei campi d'internamento non cedettero a lusinghe e nemmeno a violenze». Parole di unità anche dal sindaco di Milano, Letizia Moratti: «Abbiamo bisogno di aprire una stagione nuova, fatta di memoria e di riconciliazione».

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