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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2011 alle ore 18:52.

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L'architetto Angelo Zampolini (Ansa)L'architetto Angelo Zampolini (Ansa)

Undici mesi di reclusione, pena sospesa, per il reato di favoreggiamento nel quale i pm hanno modificato l'iniziale riciclaggio: è la condanna che stamani l'architetto Angelo Zampolini ha patteggiato davanti al gup di Perugia nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. La prima per l'indagine avviata dalla procura di Firenze e quindi trasferita nel capoluogo umbro. Legata in particolare al cosiddetto filone delle case.

In base alla ricostruzione accusatoria, Zampolini pur non avendo concorso con il costruttore Diego Anemone, personaggio considerato al centro dell'indagine, nel reato di corruzione di numerosi pubblici ufficiali (per il conseguimento di appalti pubblici in favore delle imprese gestite dallo stesso costruttore), aiutava quest'ultimo «ad assicurare il prezzo del reato di corruzione, rendendosi disponibile ad effettuare cambio di contanti con assegni circolari».

Titoli - è emerso dall'indagine - risultati poi in parte utilizzati per l'acquisto di alcune case. Tra cui quelle dell'ex ministro Claudio Scajola e del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru che comunque non sono mai stati coinvolti nell'indagine perugina (tanto da non essere nemmeno citati nell'attuale capo d'accusa nei confronti di Zampolini) perchè a loro carico non è stato ipotizzato alcun tipo di addebito.
In base alla ricostruzione accusatoria il denaro movimentato da Zampolini proveniva dai conti correnti di Anemone e veniva poi versato su quello dell'architetto con la successiva emissione di assegni circolari. Negli ambienti difensivi del professionista è stato quindi spiegato come l'iniziale reato di riciclaggio presupponesse la conoscenza della provenienza da un delitto del denaro al centro delle operazioni, mentre il favoreggiamento sia legato a un aiuto più generico.

Nel corso delle indagini Zampolini è stato sentito tre volte dai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. Fornendo elementi ritenuti utili dagli inquirenti per ricostruire i movimenti di denaro legati ad Anemone.
Il nome dell'architetto emerse tra i progettisti per i lavori di ampliamento del Salaria sport Village nell'ambito del programma dei mondiali di nuoto a Roma, nel 2009. Uno dei Grandi eventi al centro dell'indagine sulla «cricca» degli appalti. Il professionista è quindi risultato collegato ad alcuni dei soggetti coinvolti nell'inchiesta.

Oggi Zampolini, cinquantottenne originario di Sellano, in provincia di Perugia, si è presentato nell'aula del gup per l'ultimo atto del procedimento a suo carico. Vestito con un doppiopetto blu si è poi allontanato senza parlare con i giornalisti. «Non lo ha mai fatto e quindi non intende farlo oggi» si è limitato a dire il suo difensore, l'avvocato Grazia Volo. Poi anche il legale ha lasciato gli uffici giudiziari senza commentare la sentenza e lo stesso hanno fatto i pm.

Nel troncone principale dell'inchiesta, i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio di 19 indagati e l'inizio dell'udienza preliminare è previsto il 15 giugno. Nei giorni successivi sarà invece esaminata la richiesta di patteggiamento per rivelazione di segreto d'ufficio dell'ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro. (ANSA)

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