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Questo articolo è stato pubblicato il 23 giugno 2011 alle ore 06:41.

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Bisignani: la mia rete di contattiBisignani: la mia rete di contatti

ROMA - Luigi Bisignani spiega ai pm di Napoli in una lunga serie di incontri i suoi rapporti, i suoi legami, i suoi colloqui. Dagli atti dell'inchiesta emerge che l'uomo d'affari dettaglia, punto per punto, la sua lunga teoria di cincontri e di relazioni, per dimostrare la sua estraneità a un'ipotesi di accusa di associazione segreta: la p4, appunto. E illustrare, semmai, l'intensità del suo livello di frequentazioni.

«Mi sono speso oltremodo per far ottenere la nomina a Sottosegretario a Daniela Santanche» racconta ai pm. «Confermo che nella prima fase, e cioè fino al maggio 2009, ho cercato di dare una mano alla società di pubblicità della Santanchè». E sulla nomina a sottosegretario «soprattutto chiesi a Bocchino, a Ronchi e a La Russa di far cadere il 'vetò di Fini sulla nomina».

I rapporti della politica con l'uomo d'affari sono all'ordine del giorno, ma Bisignani ha un ruolo forte, com'è ormai emerso, anche nel rapporto con Paolo Scaroni, ad dell'Eni. Nell'ottobre 2010, è Scaroni a chiamare Bisignani per chiedergli: «Il presidente Berlusconi mi vuole vedere, mi ha chiesto di andare da lui mercoledi, non so cosa voglia. Forse vuole parlarmi dei rapporti con la Russia, cosi tu lo sai». «Perfetto - risponde Bisignani - io domani cerco di capirne un po' di piu tu dove sei?». Poi via sms. Bisignani: «No mettere a punto bene la lettera russa». E Scaroni chiede nuovi lumi: «Bene, gli parlo d'altro?»Eppoi: «Mi ha anticipato oggi alle 4 ad Arcore. Novità?».

Bisignani avverte Scaroni: «Senti calcola che lui è abbastanza giù, molto polemico, molto polemico col tuo diretto interessato. Pero lascerei perdere».
Scaroni: «Eh lo so oggi Draghi mi ha detto cose pazzesche di Giulio» - che fa pensare a Tremonti - « pazzesche non so se ripetergliele perché ho paura che glielo dica». Bisignani: «Eh lo so la situazione ormai è fuori controllo. Tu da esterno gli devi dire qual è l'urgenza maggiore che hai? Se è quella di fare l'accordo sulla giustizia, mettiti d'accordo con Fini e falla finita».

Sono quindici i politici che avevano rapporti assidui con l'uomo d'affari. Li ha individuati la Guardia di Finanza, che ha inserito i loro nomi in un'informativa inviata ai pm. I contatti più frequenti erano con il sottosegretario Daniela Santanchè e con il ministro Franco Frattini. Seguono, nella classifica dei suoi frequentatori: Lorenzo Cesa; Raffaele Fitto; Mario Baccini; Salvatore Nastasi; Alfonso Papa; Stefania Prestigiacomo; Elisabetta Gardini; Denis Verdini; Michaela Biancofiore, Alberto Michelini; Clemente Mastella; Giuseppe Galati; Roberto Sambuco.

«Chiedono ripetutamente un appuntamento o di interloquire anche solo telefonicamente con Bisignani - si legge ancora nell'informativa - alti ufficiali dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza nonchè prefetti della Repubblica» quali: il generale di corpo d'armata dei carabinieri Lucio Nobili; il generale dell'arma dei carabinieri Vittorio Savino (in rapporti anche con Sabatino Stornelli, ad di due società del gruppo Finmeccanica indagato a Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul Sistri, il sistema di monitoraggio dei rifiuti); il capitano dei carabinieri Florindo Rosa; il generale della Guardia di Finanza Fabrizio Lisi; il tenente colonnello della Guardia di Finanza Fabrizio Gentilini; il prefetto Mari Esposito; il prefetto Francesco La Motta, vicedirettore vicario dell'Aisi, il servizio segreto civile, che usava lo pseudonimo «Imperia». Tra i magistrati in stretto contatto con Bisignani è citato il consigliere della Corte dei conti Antonello Colosimo.

Tra i contatti nel mondo della finanza, infine, nell'informativa compaiono i nomi di Ernesto Monti (Unicredit); Alessandro Daffina (Banca Rotschild); Enrico Tommaso Cucchiani (Unicredit); Cesare Geronzi (Mediobanca); Massimo Ponzellini (Banca popolare di Milano e Impregilo).
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