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Questo articolo è stato pubblicato il 05 luglio 2011 alle ore 06:40.

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ROMA.
La Rai apre un'indagine dell'auditing interno sulla cosiddetta struttura "Delta". Lo ha deciso il direttore generale Lorenza Lei, su richiesta del vicedirettore generale Gianfranco Comanducci, che in una lettera indirizzata anche al presidente Paolo Garimberti, chiede di aprire un'indagine interna per accertare «eventuali mie responsabilità di alcun genere, anche per quanto concerne asserite militanze in fantomatiche organizzazioni». L'Auditing interno non ha alcun potere sanzionatorio: in genere, dopo i colloqui con i diretti interessati, invia una relazione al direttore generale, che può coinvolgere il Comitato etico in veste di consulente. È il direttore generale a dover presentare, in seguito, una relazione al Cda. Tutti gli interessati si dichiarano estranei alla vicenda: il direttore di RaiFiction, Fabrizio Del Noce ricorda che il Tribunale di Milano ha disposto la distruzione delle intercettazioni sulle sue telefonate, mentre l'azienda ha già riconosciuto «la correttezza» del suo comportamento. Puntualizza Deborah Bergamini, all'epoca direttore marketing della Rai: «Non esiste e non è mai esistita alcuna struttura Delta. È un caso inesistente, con un chiaro intento persecutorio e con finalità politiche che appaiono per ora oscure». L'Adrai, l'associazione dei dirigenti della Rai, chiede che «nel pieno rispetto dei principi di garanzia dei singoli individui, venga al più presto fatta chiarezza sulle vicende in questione (P4 e "Delta")».
La vicenda non può restare interna a una Rai collegata a filo doppio con il potere politico. Secondo Luigi Zanda, ex consigliere Rai e senatore Pd, «abbiamo letto di numerose e inequivoche conversazioni di alcuni alti dirigenti della Rai che prendevano tra loro accordi operativi su come non infastidire il concorrente Mediaset e su come proteggere televisivamente gli interessi politici di Berlusconi. La Rai è un'azienda pubblica e di tali danni (patrimoniale e d'immagine) qualcuno dovrà rispondere». Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti, Articolo 21, si chiedono «per quale ragione le autorità di garanzia, a cominciare da quella Antitrust, non abbiano ancora fatto sentire la propria voce. Perché l'Agcom non si decide finalmente ad aprire un procedimento sul conflitto d'interessi, anche alla luce di quanto sta emergendo in questi giorni?».
Il Cda della Rai potrebbe discuterne nella riunione di giovedì, ma forse si preferirà attendere le conclusioni dell'auditing interno. All'ordine del giorno il contratto con Fabio Fazio, con la richiesta di una deroga all'esclusiva per realizzare la seconda serie di Vieni via con me su La 7. Sul tavolo anche la situazione di Michele Santoro, il cui contratto con la Rai scade il 31 luglio, dopo la "rottura" con l'emittente di Telecom Italia Media.
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