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Questo articolo è stato pubblicato il 22 luglio 2011 alle ore 21:11.

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Dopo giorni e notti di ripetuti mini-assedi di protesta contro il cantiere, con lancio di oggetti, il popolo No Tav promette da questa sera nuovi, durissimi scontri. Proprio nei giorni in cui ricorre il decennale dal tragico G8 di Genova. Fra concerti, eventi, proiezioni di filmati e comizi (domenica pomeriggio, alle 18, è attesa a Chiomonte anche Heidi Giuliani, madre del manifestante morto dieci anni fa durante i disordini sotto la Lanterna) è, di nuovo, un fine settimana ad altissima tensione in Valle di Susa.

Ore da bollino rosso, per le forze dell'ordine impegnate a proteggere gli operai, che recintano il cantiere della Maddalena, accerchiati dalle continue pressioni dei manifestanti, che da settimane cercano di impedire l'avvio dei lavori della Torino-Lione e che, fino a fine luglio, hanno organizzato - a poca distanza dall'area dei futuri scavi – un campeggio di protesta, strutturato nei minimi dettagli e con presenze da tutta Italia.

Il timore, per tutti, è che possa ripetersi la battaglia di domenica 3 luglio, quando per ore le forze dell'ordine sono state costrette a difendersi, a suon di lacrimogeni e idranti, dal tentativo di sfondamento delle barricate, che proteggono il sito dove fra qualche mese dovrebbero iniziare gli scavi del cunicolo esplorativo per il successivo tunnel fra Francia e Italia. Allora, sono bastate 300 persone - frange violente, in arrivo da fuori Regione e dall'estero – a trasformare, in pochi minuti, la grande marcia pacifica del popolo No Tav, che aveva richiamato in Valle decine di migliaia di persone, in una violenta guerriglia, sostenuta, pur con molti distinguo, da parecchi cittadini del territorio.

Ora la promessa di un nuovo assedio, annunciato già per questa notte, a partire dalle 23, su più fronti, dal lato della centrale idroelettrica e del ponte sulla Dora, ma anche dal bosco della Ramats e di Giaglione, complica la situazione e fa salire il grado di allarme in Prefettura e Questura. Sono ore di attesa.

Da martedì, a proteggere il cantiere della Tav, ci sono anche un centinaio di alpini della Taurinense, che danno man forte a polizia e carabinieri. La scelta ha contribuito, però, a inasprire il malcontento degli abitanti, molti dei quali hanno prestato servizio di leva proprio fra le penne nere. Domenica, alle 17, è previsto un raduno spontaneo degli ex-alpini, proprio davanti al cancello controllato dagli uomini della Taurinense, «per dimostrare ai professionisti della guerra - si legge in un appello su internet - che lo spirito alpino significa difendere le montagne e i propri abitanti, non occuparle e vessarli». Sabato, invece, un gruppo di No-Tav sarà a Genova alla manifestazione in ricordo degli scontri al G8.

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