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Questo articolo è stato pubblicato il 07 settembre 2011 alle ore 19:15.

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Schiaffi e sputi, proteste e contestazioni. Tafferugli e un poliziotto ferito. Anche nella seconda tappa, il Giro della Padania finisce nel caos. Anzi nella farsa perchè, quando una cosa nasce male, il diavolo ci mette subito la coda.

E a Savona, dove per le proteste il percorso è stato malamente deviato dagli organizzatori, si raggiunge l'apice : alcuni corridori che guidano la corsa si perdono intorno ad Albisola. Come nelle vecchie corse d'inizio secolo. Quando si sbagliava strada, per un cartello spostato, e si finiva chissà dove. Tutti in fuga, ma nell'Ignoto. In una Padania che non esiste. Ai confini della realtà e del buon senso.

Non manca una nota surreale, quasi comica: sempre a Savona, un carro funebre, con tanto di feretro, rimane bloccato in mezzo al traffico, tra i corridori ei contestatori . Tra questi, in prima fila, il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero e il vicesegretario del Pd ligure, Giovanni Lunardon.

Proteste vibranti, forse degne di miglior causa. Entrambi, accusando la Lega di aver strumentalizzato lo sport, hanno chiesto alla Federazione ciclistica di annullare il Giro della Padania prima che provochi altre proteste e altre incidenti.

Siamo su Scherzi a parte. In un Paese sull'orlo della bancarotta, tra scioperi, Borse impazzite e venti di recessione, sembra quasi di sognare. Prima, nel 150esimo dell'Unità di Italia, un partito di governo - la Lega - si inventa una corsa di una regione che non esiste, poi ci si accapiglia come nella migliore tradizione italiana. Con l'opposizione che organizza blocchi e proteste come i No Tav.

Prendiamoci pure in Giro. Facendo ognuno la sua parte. A partire dalla Federazione ciclistica e dal commissario tecnico della Nazionale, Paolo Bettini, contento perchè il Giro della Padania riempie un vuoto, lasciato da altre corse, prima dei Mondiali. Stupore destano anche alcuni corridori di prestigio come Ivan Basso e il campione italiano Giovanni Visconti, siciliano di nascita, tra i più accesi difensori della corsa verde. E se vincesse Visconti? Cosa fa? Indossa la maglia verde o mantiene quella tricolore? Auguri anche a lui.

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