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Questo articolo è stato pubblicato il 28 settembre 2011 alle ore 13:29.

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ministro Altero Matteoli (Ansa)ministro Altero Matteoli (Ansa)

Dura contestazione contro il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, da parte di un gruppo di costruttori dell'Ance. Mentre il ministro stava elencando interventi adottati dal Governo a favore del settore delle infrastrutture, alcuni imprenditori, riuniti in occasione dell'assemblea dell'associazione, hanno cominciato a contestarlo con fischi e urla: «Vergogna, basta, usciamo». E così in molti hanno abbandonato la sala, mentre il ministro ha così replicato: «Mi rendo conto del momento difficile, sono abituato a ben altro».

La replica del ministro: capisco lo stato d'animo
Matteoli è poi tornato sulla contestazione messa in atto dai costruttori. «Il mio intervento è stato contestato perché è una questione di stato d'animo degli imprenditori in un momento di scarsità di risorse e di crisi economica e finanziaria. Quindi c'è tutta la mia comprensione nei confronti di questo stato d'animo». Una contestazione arrivata nel corso di un'assemblea infuocata aperta dalla relazione di Paolo Buzzetti, numero uno dell'Ance, che ha tuonato contro il Governo. «Il tempo è scaduto, il Dl sviluppo è l'ultima chance altrimenti arriverà la nostra protesta».

Buzzetti: infrastrutture a costo zero è una chimera
I numeri, del resto, parlano chiaro, il settore è in profonda difficoltà. Dall'inizio della crisi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono circa 230mila, che raggiungono le 350mila unità se si considerano anche i settori collegati alle costruzioni. Dunque, il Dl Sviluppo rappresenta ora «una grande opportunità» per invertire la rotta e tornare a puntare sull'edilizia «motore fondamentale dell'economia», ma un piano «a costo zero - ha avvertito Buzzetti - o è una chimera o è una presa in giro». «I soldi ci sono, spendiamoli», è l'appello che Buzzetti ha lanciato al governo chiedendo di non concentrare le «poche risorse» solo sulle grandi opere. Matteoli, però, ha subito messo in chiaro: «Soldi non ce ne sono, il finanziamento avviene attraverso la defiscalizzazione».

Il nodo dei ritardati pagamenti. L'Ance pronta ad adire le vie legali
Ad incrinare ancor di più i rapporti già tesi tra costruttori e Governo c'è anche tutta la questione ancora aperta dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. E, su questo fronte, i costruttori non intendono più fare sconti: «Sui ritardati pagamenti della Pa abbiamo sostenuto le soluzioni studiate dalla Cassa depositi e prestiti - ha detto Buzzetti -. Ne sono state bocciate finora tre. La Cdp sta studiando l'ennesima soluzione possibile e se anche questa sarà bocciata inviterò le nostre associazioni ad agire per vie legali. Perché non è tollerabile».

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