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Questo articolo è stato pubblicato il 20 novembre 2011 alle ore 08:10.

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ROMA
La vicenda sottosegretari/viceministri potrebbe risolversi «forse venerdì», al rientro di Mario Monti dal tour europeo. Una decisione che non si annuncia semplice anche perché il Pdl continua a sostenere che trattandosi di governo tecnico anche i sottosegretari devono essere esclusivamente tecnici. «Gli faremo le analisi del sangue...», tuonava ieri l'ex ministro Renato Brunetta e lo stesso ripete anche il capogruppo dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.
In realtà tutti sono consapevoli che il ruolo dei sottosegretari è principalmente quello di far da cerniera tra esecutivo e Parlamento e quindi non è molto credibile che a gestire i provvedimenti siano chiamati «tecnici» totalmente privi di esperienza parlamentare. Nulla però al momento è stato ancora deciso, come del resto rivela proprio il biglietto inviato da Enrico Letta (Pd) al premier durante il voto di fiducia e che il teleobiettivo di un fotografo ha reso pubblico. Anche sul numero ci sono incertezze. Monti punta a una pattuglia leggera (25 sottosegretari) mentre i partiti parlano di 35/40, sottolineando che solo le commissioni parlamentari sono 28. A fare da raccordo il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà. La ripartizione dovrebbe essere 15 al Pdl altrettanti al Pd e 7 per il terzo polo (3 Udc, 2 Fli, 1 Api, 1 Mpa). Tra i nomi che circolano salgono le quotazioni di Paolo De Ioanna all'Economia mentre scendono quelle di Guido Tabellini e Vittorio Grilli, che venivano indicati come possibili viceministri di Monti a via XX settembre. Michele Saponara, ex membro del Csm di area Pdl potrebbe andare alla Giustizia, mentre a Palazzo Chigi, come consigliere diplomatico, è in arrivo l'ambasciatore Pasquale Terracciano, capo di gabinetto alla Farnesina, che ha lavorato con Fini e Frattini. Ma non c'è solo la partita sui sottosegretari. La Lega, unico partito all'opposizione, rivendica la guida delle commissioni di controllo, Vigilanza Rai e Copasir su tutte, nonchè due vicepresidenze e due incarichi di questore, che spettano - per prassi - all'opposizione. Ma al momento il Carroccio presiede anche quattro commissioni ordinarie tra cui la Bilancio alla Camera, che non sembra intenzionato a cedere. «La Lega sembra interessata solo alle poltrone», ironizzava ieri Massimo D'Alema. «Non è vero», replica il capogruppo Reguzzoni che dice: «La Lega non pretende nulla».
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