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Questo articolo è stato pubblicato il 06 dicembre 2011 alle ore 20:25.
L'ultima modifica è del 06 dicembre 2011 alle ore 19:57.

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di Nicoletta Cottone
Con il decreto salva-Italia «ho chiesto agli italiani molti sacrifici, ma l'alternativa era che lo Stato non potesse più pagare gli stipendi e le pensioni». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, ospite della trasmissione "Porta a porta". «Guardando l'andamento degli spread, inseguivamo la Grecia a tre mesi di distanza». Le decisioni prese dal governo Monti con il decreto salva-Italia sono state al centro dell' anteprima di mezz'ora di "Porta a porta". Poi un approfondimento nel consueto spazio di seconda serata con il ministro allo Sviluppo e alle Infrastruture, Corrado Passera, il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli,
il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, Luigi Angeletti, segretario generale Uil. Con l'intervento del direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano e del direttore dell'Unità Claudio Sardo.

Da Brunetta cuoco al caso Cogne. Storia di Porta a Porta (per immagini)

Passera: pronto a cedere le azioni di Intesa Sanpaolo
Il ministro Corrado Passera si è detto pronto a cedere il suo pacchetto di azioni Intesa Sanpaolo: «ci ho pensato a fondo, non credo ci sia un problema di conflitto di interessi. Ora lo aggiustiamo». Sul pacchetto Intesa spiega: «per me il capo di una azienda non deve vendere mai. Adotteremo soluzioni molto trasparenti se non convinceranno sono disponibile a cedere le azioni. Sarebbe un gran peccato, un'ingiustizia ma lo farei». Se non bastasse Passera ricorda: «ho giurato sulla Costituzione».

Grilli: mentire al fisco è reato
«Mentire al fisco da adesso è reato», ha detto il viceministro all'Economia,Vittorio Grilli, spiegando che: «prima erano previste sanzioni amministrative, ora la sanzione è penale e scatta anche nei processi di accertamento». «Inoltre dal primo gennaio - aggiunge - tutti gli intermediari dovranno inviare tutti i movimenti degli italiani e l'Agenzia delle Entrate dovrà verificare».

Grilli: salta l'anonimato se non si paga l'1,5% sui capitali "scudati"
Grilli ha sottolineato che i contribuenti che hanno regolarizzato i capitali all'estero con lo scudo fiscale perdono l'anonimato se ora non pagano l'1,5% in più previsto dalla manovra economica. Chi ha regolarizzato i capitali, ha spiegato Grilli, "c'è chi sa chi sono: gli intermediari finanziari, che hanno pagato il 5%, e bisogna tornare da loro e chiederel'ulteriore contributo. Se pagano finisce lì, sennò scompare l'anonimato, perchè lo Stato ha il diritto di accertamento per vedere se il soggetto è capiente».

Monti: non aumenteremo le aliquote Irpef
«Non abbiamo alzato le aliquote dell'Irpef, contrariamente a indiscrezioni che si erano diffuse quasi universalmente, e non le alzeremo», ha sottolineato il premier. Sulle pensioni, come sull'Ici, ha ribadito che è stretto il margine di flessibilità per emendare il testo. «Il Parlamento é sovrano, il tempo é poco, il margine di flessibilità é pochissimo». Monti ha detto di capire «il disorientamento dei pensionati, ma la spesa italiana è squilibrata sulle pensioni ed equità è anche quella verso generazioni future. Non è un tema astratto, ma in passato la politica per motivi di consenso ha soddifatto tutti caricando il debito sui giovani». Prematuro, ha detto il premier, dire se sarà posta la fiducia sul testo, ma «la finalità è approvare la manovra in tempi brevi e senza modificarla molto».

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