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Questo articolo è stato pubblicato il 21 dicembre 2011 alle ore 14:28.

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Luca Cordero di Montezemolo (Ansa)Luca Cordero di Montezemolo (Ansa)

Non scioglie ancora il nodo su una sua discesa in campo nella prossima tornata elettorale, ma intanto lancia l'impegno della sua associazione perché «le elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione della nostra vita pubblica». Il presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, prende carta e penna e, in una lettera aperta inviata agli associati, traccia così le prossime tappe dell'associazione. Non risponde però alla domanda che tutti continuano a porsi: l'ex presidente della Fiat è pronto a candidarsi?

Presto una proposta di Italia Futura per le dismissioni
L'interrogativo resta, ma, nella missiva, Montezemolo scrive che «il prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l'apertura di una nuova stagione della politica italiana». Per il prossimo appuntamento alle urne «l'offerta elettorale dovrà essere composta da una nuova leva di idee e classi dirigenti», continua, sottolineando che Italia Futura si prodigherà per «promuovere quella svolta di programmi e persone che l'Italia merita. Intensificheremo il lavoro sul territorio - spiega il numero uno della Ferrari - con l'obiettivo di avere una rete regionale forte e radicata in tutta Italia entro giugno». E l'attenzione, chiarisce ancora Montezemolo, sarà concentrata su alcuni temi: l'occupazione giovanile, il fisco, la riforma delle istituzioni e il ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo. Ma l'associazione è pronta anche a formulare ricette concrete a cominciare da «una proposta per la rapida alienazione del patrimonio pubblico e la conseguente riduzione del debito».

Fiducia a Monti, superi resistenze al cambiamento
Per l'Italia il 2011, sottolinea Montezemolo, è stato «uno degli anni più difficili dal dopoguerra» aggiungendo che «è prevedibile che il 2012 sarà l`anno in cui gli effetti della crisi si concentreranno sul Paese reale e le tensioni finanziarie si intensificheranno mettendo a dura prova la tenuta dell'Europa». Il compito che dunque attende il Governo «è enorme. Dobbiamo sostenerlo, perché la resistenza di chi vuole che tutto resti com'è ha già iniziato a frenarne l'azione». Il presidente di Italia Futura spiega che «troppi anni di paralisi decisionale della politica e la crisi finanziaria internazionale ci hanno portato vicinissimi al punto di non ritorno. Famiglie e imprese pagano, e continueranno a pagare, un conto salatissimo mentre il rischio di un crack finanziario non è ancora dietro le nostre spalle».

Italia governata fino a pochi mesi fa da maggioranza paralizzata
Nella missiva non mancano accenni critici verso la classe politica. «Mai come nel 2011 - dice - i cittadini italiani hanno avuto la sensazione che il Governo del Paese fosse fuori controllo. Solo pochi mesi fa l'Italia era governata da una maggioranza paralizzata da liti interne e conflitti personali e la nostra credibilità internazionale era ai minimi storici. Il Governo continuava a ripetere che tutto andava bene e l'opposizione a sostenere che i mali dell'Italia iniziavano e finivano con il presidente del Consiglio» . Sulla manovra varata dal Governo Monti, Montezemolo osserva invece che «era necessaria per rispondere a una situazione di cassa drammatica. Alcuni provvedimenti strutturali, quelli sulle pensioni di anzianità, hanno risposto pienamente alla sostanza del mandato del Governo. In altri casi si è scelta una strada che ha tenuto conto soprattutto della velocità e facilità di incassare».

Per rimettere in moto il Paese bisogna agire sulla crescita
Ora «per rimettere in moto il Paese occorrerà agire in profondità sulle leve della crescita: liberalizzando, dismettendo il patrimonio pubblico, tagliando i costi della politica, riformando welfare e mercato del lavoro, insistendo nella direzione di uno spostamento del carico fiscale da lavoro e produzione ai grandi patrimoni e alle rendite, oltre che portando avanti una lotta senza quartiere agli evasori fiscali». Montezemolo avverte che «il tempo non è molto. Il prossimo anno assisteremo a una contrazione del Pil nell'ordine dei due punti percentuali. Il circuito del credito è ancora sostanzialmente congelato e le tante anomalie che bloccano il Paese sono diventate zavorre insostenibili per imprese, lavoratori e famiglie».

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