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Questo articolo è stato pubblicato il 08 gennaio 2012 alle ore 15:28.

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Sondaggi concordi nell'apprezzare una perdita di consensi per Pdl e Sel e una rimonta di Pd, Udc e Lega. Sondaggisti discordi, invece, nella lettura dei dati: l'istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli vi individua un «evidente effetto Monti», l'istituto Piepoli invece vede le dinamiche dei partiti del tutto autonome rispetto all'insediamento del nuovo governo.

«Crescono tutti i partiti che sostengono convintamente il governo Monti – spiega il direttore del dipartimento politico di Ipsos Luca Comodo –: il Pd fa registrare un incremento di circa 3 punti rispetto a ottobre attestandosi al 29% e lo stesso accade all'Udc che tocca l'8% con un incremento di circa un punto e mezzo». Lo stesso non accade al Pdl che per Ipsos è al 23,4% mentre per Piepoli è al 24% ma comunque sempre in forte frenata da ormai parecchi mesi. Perché il partito di Berlusconi non beneficia – come Pd e Udc – dell'appoggio al governo Monti? «In questo caso – sostiene Comodo di Ipsos – l'appoggio a Monti non è forte come nel Pd. Non dimentichiamo che in una consistente fetta del Pdl esiste un malumore rilevante nei confronti di questo governo, cosa che non gli permette di beneficiare dell'"effetto Monti"». «È comunque vero – aggiunge tuttavia Comodo – che la discesa del Pdl non inizia adesso ma è un trend che dura da prima di Monti: il partito era al 30% agli inizi del 2011 ed ha via via subito un calo di consensi attestandosi al 25,5% in giugno per scivolare fino a poco più del 23% attuale».

È proprio questo lungo trend che dura ormai da oltre sei mesi a non convincere Piepoli dell'effetto Monti sui partiti, soprattutto sul Pdl: «Con Monti non è cambiato niente – osserva il direttore dell'omonimo istituto – il Pdl era ad aprile al 31%, a giugno al 29, a ottobre al 27%, a novembre al 24,5 e ora è al 24, dal punto di vista del trend, l'avvicendamento del nuovo governo è insignificante». Piepoli giudica il trend dei due principali partiti – Pd e Pdl – completamente autonomo da ipotetiche influenze del governo: «I democratici tendevano ad andare su da prima di Monti e continuano il loro trend positivo, il partito di Berlusconi e Alfano perdeva consensi e continua a perderne». Quanto agli altri partiti, gli scostamenti – dice Piepoli – «sono casuali: non condivido ad esempio la tesi di chi dice che la Lega aumenta i consensi perché si oppone a Monti. Se seguiamo questa logica, infatti, come spieghiamo poi il tonfo di Sel dal 6,5 al 4,5% nonostante il forte contrasto rispetto al governo Monti?».

Di opinione opposta è invece l'istituto Ipsos per il quale «la Lega ha fermato il suo decremento proprio in coincidenza con il passaggio all'opposizione». «Il Carroccio – è l'analisi di Comodo – era partito dal 12% abbondante delle regionali del 2010 e poi sotto Berlusconi aveva subito una frenata fino a poco meno del 9% a fine ottobre-inizio di novembre. Con Monti il declino si è arrestato ed ora il partito di Bossi si attesta intorno al 9,5 per cento». Una stessa dinamica viene riscontrata da Ipsos per Di Pietro che ha – come la Lega – fermato il suo trend in discesa, attestandosi intorno all'8 per cento. «Chi invece è penalizzato nel centro-sinistra è Vendola – dice Comodo, concordando in questo con Piepoli –: era intorno al 9% e ora è sotto il 7 per cento». Comunque, sottolinea l'istituto di Pagnoncelli, «il livello di incertezza e di astensione è altissimo, non si riscontra alcun ritorno ai partiti ma solo una redistribuzione dei consensi fra di loro».

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