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Questo articolo è stato pubblicato il 12 gennaio 2012 alle ore 10:55.

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Come spesso accade, le classifiche annuali non fanno che confermare 12 mesi di brutte notizie e un trend, l'Occidente in difficoltà. Così anche l'Indice della libertà economica pubblicato oggi dal Wall Street Journal, in collaborazione con l'Heritage Foundation, che fa concludere: l'economia globale è nei guai, le decisioni dei governi nazionali non fanno che peggiorare la situazione.

Chi esce peggio da questo resoconto è l'Europa e il Nord America. Perdono terreno Canada, Stati Uniti e Messico (che vive una doppia vita di boom economico frenato dalle conseguienze delle infiltrazioni dei narcotrafficanti in tutti i livelli della società) e vi è una contrazione della libertà economica in 31 dei 43 Paesi europei.

L'Italia risplende di negatività. Nella classifica globale è al 92esimo posto su 179 Paesi, è al 36esimo se si considerano i 43 Paesi europei. È nella parte bassa della classifica e con un peggioramento rispetto al 2011: perde 1,5 punti rispetto all'anno scorso, quando era all'87esimo posto, e quasi quattro punti rispetto al 2010. Un declino progressivo nonostante «i tentativi di riforma che si rivelano diseguali quanto inefficaci». Il rapporto sottolinea quanto vanno ripetendo da tempogli operatori stranieri quando spiegano perché non vogliono investire e lavorare in Italia: «la libertà economica rimane debole perché manca un sistema giuridico in grado di risolvere le contese giudiziarie con efficacia e tempestività». A questo fa da contorno «la crescente corruzione che spesso coinvolge anche funzionari pubblici, il cui effetto è una totale perdita di fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Poi - continua l'esame Heritagage -WSJ - l'Italia paga un alto prezzo alla crisi dei debiti sovrani nell'Eurozona in termini di stabilità macroeconomica. Il fardello del debito pubblico, aggravato dalla debolezza strutturale, minano la competitività sul lungo termine. Con il debito pubblico al 120% del Pil «le alternative politiche sono poche», continua il focus sull'Italia. La complessità delle leggi e gli alti costi per chi porta avanti un'azienda, una fetta considerevole di attività economiche che rimangono nel sommerso e comunque non son né regolate né tassate.

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