Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 07 febbraio 2012 alle ore 08:41.

My24

Il divario generazionale passa attraverso la rete. E porta con sé una serie di rischi per i minori, compreso l'abuso online. Il 63% dei genitori afferma di suggerire ai figli come comportarsi quando naviga in rete, ma il 39% dei ragazzi confessa di non tenere conto dei consigli dei genitori in queste occasioni. Sono i dati diffusi nell'ambito del Safer internet day, la giornata europea dedicata a una rete internet più sicura per i minori. Giunta al settimo appuntamento, l'edizione 2012 ha scelto lo slogan "Insieme. Più connessi. Più sicuri" e in Italia si è concretizzata con la stipula di un'alleanza strategica fra 50 associazioni, aziende e istituzioni per promuovere il tema della prevenzione degli abusi.

I genitori si fidano della capacità di autodifesa dei figli in rete
I dati provengono da una ricerca dal titolo "EU Kids Online", pubblicata per l'occasione e condotta su una popolazione di 25mila ragazzi di 25 paesi Ue e sui loro genitori. Lo studio mostra anche una dichiarata fiducia da parte dei genitori nelle capacità di autodifesa dei figli (70% in Italia), ma è una consapevolezza condizionata anche da controlli sui percorsi di navigazione dei propri ragazzi, ammesso dal 54% dei genitori.

Un ragazzo su tre incontra gente conosciuta online
Alle cifre europee si aggiungono quelle diffuse da Save the Children Italia (dati Ipsos), che mostrano come non manchino i rischi nei comportamenti dei ragazzi, anche quelli apparentemente più innocenti, come chiacchierare in chat: il 32% dei teenager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, per il 10,5% dei ragazzi fra i 12 e i 13 anni e il 31% degli adolescenti fra i 16 e i 17 anni il rapporto prosegue con un incontro di persona. Per non parlare della possibilità che i rapporti vadano oltre una semplice amicizia: 1 ragazzo su 3 invia o riceve messaggi a sfondo sessuale, oltre il 10% invia immagini di sé nudi, il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web.

L'abuso viaggia sul web
Per Valerio Neri, direttore generale di Save the children, sono dati che dimostrano «l'impegno dei genitori italiani di essere accanto ai propri figli nell'uso di internet, ma anche la consapevolezza di un 13% di madri e padri che non hanno alcun dialogo con i figli su questo argomento». E dal web passa anche una delle piaghe più lesive dei diritti dei bambini, nonché una delle battaglie più importanti condotta da Save the children: la pedopornografia. Secondo studi internazionali, nel 78% dei casi a subire un abuso online sono bambini sotto i 12 anni, il 4% hanno meno di 3-4 anni. Nella gran parte dei casi, le immagini che scorrono sul web sono di effettive violenze consumate da adulti sui minori. Si calcola che per la rimozione di un sito pedopornografico siano necessarie mediamente 719 ore: per Save the children l'impegno passa anche attraverso la velocizzazione di interventi come questo.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi